Traffico internazionale di cuccioli: sgominata banda

La Polizia Stradale di Udine ha sgominato una banda dedita al traffico internazionale di cuccioli di cane. Un’indagine che ha portato a otto ordinanze cautelari, con l’ipotesi di reato di associazione a delinquere, per cittadini sia italiani che stranieri. Un’operazione importante, perché il traffico e il commercio illecito di quadrupedi va soprattutto a detrimento della salute di questi animali, spesso strappati dalle madri anzitempo.

Il gruppo sembra fosse solito operare tra Reggio Emilia, Bergamo e Como: i cani immessi sul territorio italiano provenivano da Ungheria, Polonia e Slovacchia, così come riportato da TGCom24. Gli esemplari, di circa un mese di vita, venivano importanti prima delle tempistiche permesse per la legge e sembra non fossero stati sottoposti alle obbligatorie vaccinazioni. Ancora, venivano trasportati in gabbie di piccole dimensioni, spesso anche in scatole di cartone o di plastica, all’interno del bagagliaio dei veicoli.

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L’indagine della Polizia è partita nel 2007, dopo il fermo di un automezzo con ben 65 cuccioli a bordo. Grazie a una serie di strumenti, dalle apparecchiature satellitari alle intercettazioni telefoniche, gli investigatori hanno identificato i membri dell’associazione, che si preoccupava anche della regolarizzazione e della commercializzazione degli esemplari, soprattutto sfruttando canali online e inserzioni.

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I cani, trasportati in modo non idoneo e spesso ammassati fra di loro, sembra venissero separati dalle madri prima dei termini previsti della legge, all’incirca a un mese dalla loro nascita anziché i 60-90 giorni solitamente necessari. Questa pratica non solo è dannosa per lo sviluppo comportamentale dell’animale, ma espone i quadrupedi maggiormente al contagio di malattie, alcune anche molto gravi. In ogni caso, le indagini hanno confermato le ipotesi di associazione a delinquere finalizzata all’introduzione sul territorio italiano di animali da compagnia, con il sequestro di centinaia di cuccioli in varie zone d’Italia.

19 novembre 2018
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