Entro il 2020 le emissioni di CO2 causate dal settore dell’aviazione saranno il 75% in più rispetto a quelle registrate nel 2005. Secondo gli analisti, una previsione a lungo termine è ancora più preoccupante: nel 2050 la percentuale verrà incrementata dal 300% al 600%.

Il traffico aereo è dunque indicato tra i principali responsabili del riscaldamento globale e necessita di una ferrea regolamentazione per ridurne l’impatto sull’ambiente. Questa la posizione di Connie Hedegaard, commissario UE per il clima, spiegata nel dettaglio durante un suo

Per arginare il fenomeno c’è bisogno di un’iniziativa che coinvolga tutti i protagonisti del settore, sebbene non rientri tra quelli interessati dal protocollo di Kyoto. Secondo Hedegaard, è necessario che i voli responsabili ritenuti più inquinanti siano sottoposti a controlli e a un tetto massimo di emissioni già a partire dal 2012.

L’obiettivo iniziale deve essere quello di tagliare del 10%, entro il 2020, la quantità di CO2 riversata nell’atmosfera dal trasposto aereo. Per questo sarà indispensabile uno sforzo congiunto, che il commissario si augura possa concretizzarsi con l’appoggio dell’ICAO (International Civil Aviation Organization) e del governo americano, che fino ad oggi non ha assunto una posizione chiara sulla questione.

27 settembre 2010
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Enzo R., lunedì 11 ottobre 2010 alle19:49 ha scritto: rispondi »

Il fatto che il settore aereo non sia tuttora vincolato a nessun obiettivo di riduzione delle emissioni CO2 e che non trovi convergenza d'intenti è semplicemente assurdo, per non dire vergognoso.La posizione di Connie Hedegaard, o dell'Ue, è benvenuta ma inspiegabilmente tardiva. Bastano pochi conti per verificare l'enorme quantità di energia consumata da un aereo rispetto a qualsiasi altro tipo di veicolo, con emissioni altrettanto rilevanti in alta quota. Gli obiettivi esposti appaiono utopici.

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