Entro il 2030 l’energia eolica arriverà a coprire il 28% del fabbisogno energetico della UE, con un decremento annuale di emissioni di CO2 di circa 600 Mt.

Questo ambizioso progetto è illustrato nella Strategic Research Agenda a cura di European Wind Energy Technology Platform: TPWind.

TPWind, coordinata dall’Agenzia europea Wind Energy Association (EWEA) e presieduta da Henning Kruse, è stata costituita nel 2006 con il sostegno della Commissione europea allo scopo di diminuire i costi sociali, ambientali e tecnologici dell’energia eolica. Al suo interno operano 150 esperti, suddivisi in diversi gruppi di lavoro specializzati.

Il documento, sottolineando il ruolo di leader internazionale dell’Europa nel campo della tecnologia eolica, individua le priorità di ricerca e stabilisce il piano d’azione per il settore affinché gli obbiettivi possano essere raggiunti con successo. Nel programma si prevede una strategia di mercato articolata in tre fasi.

Nella prima il vettore dello sviluppo va dalla zona occidentale europea verso la parte centrale e orientale con manodopera a basso costo in progressivo aumento. A questo livello è contemplata l’adozione su larga scala di energia eolica prodotta da impianti off-shore, cioè da “fattorie del vento” costruite in mare.

Nella successiva fase, mentre continua a migliorare in tutte le applicazioni, la produzione eolica si caratterizza per una ulteriore riduzione dei costi e una rilevante crescita tecnologica.

Nella tappa conclusiva il mercato, assestato sull’off-shore e sul repowering, vedrebbe un aumento considerevole delle esportazioni.

15 settembre 2008
Lascia un commento