In piazza San Giovanni in Laterano a Roma è stato affisso un cartellone che promuove la nuova Toyota Yaris Hybrid. Sebbene a prima vista potrebbe sembrare un manifesto pubblicitario come un altro, questo nello specifico è composto da un materiale in grado di purificare l’aria riducendo la quantità di sostanze inquinanti.

La tecnologia alla base del funzionamento si chiama “The Breath” (in italiano “Il Respiro”) ed è stata messa a punto da Urban Vision in collaborazione con Anemotech, una startup italiana fondata nel 2014 che collabora con la Facoltà di Ingegneria dell’Università Politecnica delle Marche.

La scelta di Toyota testimonia la volontà, da parte del gruppo, di puntare sempre più su un concetto di mobilità sostenibile rispettoso dell’ambiente, anche attraverso la realizzazione e la commercializzazione di auto ibride come nel caso del nuovo modello della gamma Yaris:

L’attenzione e la cura di Toyota nei confronti della tutela e salvaguardia dell’ambiente viene testimoniata e garantita anche attraverso iniziative di questo tipo, che confermano quanto l’utilizzo di diverse tecnologie, ibrida in primis, possano contribuire a migliorare la qualità di vita di ogni singola città.

Il sistema The Breath si basa sull’impiego di un tessuto multistrato, composto da da due layer esterni stampabili in tessuto idrorepellente e con proprietà battericide, antimuffa e antiodore, ai quali ne viene aggiunto un terzo intermedio in fibra assorbente carbonica additivata da nanomolecole. Questo è in grado di assorbire, separare, trattenere e disgregare le micro particelle inquinanti presenti nell’atmosfera, in particolare nei centri urbani.

Una tecnologia passiva, a impatto zero, che non necessita di alcun tipo di alimentazione poiché sfrutta il naturale movimento dell’aria.

Può essere installato sia in ambienti interni che esterni, riducendo la presenza di composti come benzene (C6H6), toluene (C7H8), la formaldeide, ossidi di azoto (NOx), ossidi di zolfo (SOx) e ozono (O3), tra i responsabili della formazione dei particolati PM10, PM1.0 e PM2.5 dannosi per la salute.

17 maggio 2017
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I vostri commenti
Salvatore Sotgiu, mercoledì 17 maggio 2017 alle23:20 ha scritto: rispondi »

Spero di sbagliarmi, ma questa invenzione mi sa che serve solo a incrementare il valore dei cartelloni pubblicitari che ospita, consentendo alle aziende che li utilizzano di migliorare l'efficacia della loro pubblicità, in quanto fanno parlare di sè come aziende ecologiche. Nessuno dice mai qual'è l'effetto di riduzione dell'inquinamento di un cartello pubblicitario di questo tipo, ma sono pronto a scommettere che si tratta di un valore assolutamente trascurabile. Chi l'ha inventato aveva chiaro in mente il modo migliore di far fruttare questa invenzione.

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