Il debutto della prima vettura Toyota a idrogeno è atteso ufficialmente entro fine anno, cioè quando, nel mese di novembre, la novità sarà presentata al Salone di Tokyo. Nel frattempo, però, iniziano a circolare le prime indiscrezioni non ufficiali sulle caratteristiche che il modello potrebbe avere.

Dopo aver ampiamente puntato sulla propulsione ibrida, il costruttore giapponese si avvia a compiere un altro importante passo avanti verso l’abbandono dei combustibili fossili nel mondo dell’autotrazione e lo fa scegliendo di esplorare le potenzialità delle celle a combustibile. Il risultato è la concept conosciuta finora come Toyota FCV-R, un veicolo interessante nonché uno dei primi del suo genere ad arrivare sul mercato di serie.

Toyota, che sarà presente all’Aspen Ideas Festival 2013 per parlare soprattutto di sicurezza, dovrebbe commercializzare la sua berlina fuel cell nel 2014 negli USA, con buone possibilità che arrivi nello stesso periodo anche sui principali mercati europei.

Le indiscrezioni odierne indicano che la Toyota FCV-R potrebbe costare tra 50.000 e 100.000 dollari, ovvero un prezzo compreso tra 38.000 e 77.000 euro. Non si annuncia quindi un listino particolarmente allettante per il grosso del pubblico, soprattutto per un mercato, quello dell’automobile, che sta vivendo una delle crisi più significative della sua storia.

Mancano in questa fase i dettagli tecnici, ma fonti ben informate e prontamente riportate dalla stampa americana ipotizzano per la FCV-R un’autonomia di oltre 480 chilometri, un dettaglio che, se sarà confermato, dovrebbe consentire alla vettura Toyota delle percorrenze di tutto rispetto, ponendosi come una buona alternativa a un modello ibrido o a uno totalmente elettrico.

1 luglio 2013
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I vostri commenti
Giuseppe Errico, mercoledì 3 luglio 2013 alle19:04 ha scritto: rispondi »

Sono già molte le persone al Mondo che credono nella macchina ad idrogeno ma , mio avviso , le azioni non sono coordinate e quindi il loro prezzo è ancora alto e la diffusione marginale . Le lobbies petrolifere sono ancora molto forti ed i Governi deboli . Faccio il punto della situazione : - l’utilizzo dell’ “Idrogeno verde “ rappresenta la soluzione finale ed ottimale quale carburante per le auto del futuro . Le altre fonti come gas metano ( avevo una macchina a metano nel 1965 !) , etanolo , bioetanolo sono esperienze obsolete, negative e senza confrontabili vantaggi ; - tutti i problemi tecnici sono risolti ( motori , celle, tipo di rifornimento , ecc. ) ed ormai le soluzioni sono già “ in strada” ma in Italia ( e non solo in Italia) manca la rete di rifornimento; - considerate le necessità occupazionali in questo periodo di crisi globale , le necessità politiche globali di svincolo dal petrolio e le emergenze ambientali non si può più rimandare l’utilizzo di questo carburante . Farsi promotori in Europa , Stati Uniti ,Giappone e Cina di quest’idea vincente potrebbe farci ottenere prestigio mondiale e vantaggi economici per le nostre industrie. Il Governo Letta potrebbe trarne un fortissimo aiuto per tirar fuori l’Italia ( ossia tutti Noi ) da questo pantano. Chi può aiutarmi a far pervenire questo messaggio al Presidente del Consiglio ? Grazie

Franco Pace, mercoledì 3 luglio 2013 alle0:26 ha scritto: rispondi »

Egr. Sig. Errico, La ringrazio per il suo intervento e le sue preziose considerazioni. Il mio intervento non ha lo scopo di promuovere l'idrogeno " verde " come da lei giustamente chiamato o di esaltarne la superiorità ambientale e tecnica nel caso delle automobili rispetto alle altre soluzioni tra cui anche quella elettrica , dato che per me questo è già completamente assodato, ma di considerare la sua applicazione a tutti i settori che richiedono energia , che nel caso dell'idrogeno " verde " sarebbe un'energia a minimo impatto ambientale, come d'altronde ho già asserito in molti miei interventi anche su questo sito. Nell'intervento di questo articolo volevo dire che bruciando idrogeno termicamente nei motori a combustione interna piuttosto che usandolo per produrre energia elettrica con le celle a combustibile per poi muovere un motore elettrico abbiamo anche un vantaggio sia tecnico che pratico in quanto paradossalmente potremmo applicarlo a qualsiasi tipo di autotrazione addirittura pure ad un jet bruciando idrogeno nella sua camera di combustione al posto dei carburanti tradizionali che producono in questo caso una quantità di anidride carbonica enorme, insieme ad altri inquinanti vari. La invito ad ogni modo a leggere il libro di Jeremy Rifkin " economia all'idrogeno " dove però vengono privilegiate le celle a combustibile rispetto al motore a combustione interna. Per quanto riguarda gli approvviggionamenti di Idrogeno Lei ha perfettamente ragione a dire che mancano sia in Italia che all'estero ma è come dire se è nato prima l'uovo o la gallina : a cosa servirebbero delle stazioni di rifornimento di Idrogeno se non vi sono automobili o altri mezzi ad idrogeno circolanti ? Bisogna come tutte le cose che le due necessità vadano di pari passo e questo anche in Italia che come Lei giustamente dice stà ancora molto indietro rispetto alle altre nazioni. Distinti saluti. Ing. chimico Franco Pace.

Errico Giuseppe, martedì 2 luglio 2013 alle21:30 ha scritto: rispondi »

Sig. Pace , mi sembra capire che in qualche modo sia favorevole alla macchina ad idrogeno. Ci sono dei problemi all'utilizzo di massa di questo veicolo ma dobbiamo aiutare a comprendere la situazione attuale . . Espongo di seguito le mie osservazioni e raccomandazioni : - l’utilizzo dell’ “Idrogeno verde “ rappresenta la soluzione finale ed ottimale quale carburante per le auto del futuro . Le altre fonti come gas metano ( avevo una macchina a metano nel 1965 !) , etanolo , bioetanolo sono esperienze obsolete, negative e senza confrontabili vantaggi ; - tutti i problemi tecnici sono risolti ( motori , celle, tipo di rifornimento , ecc. ) ed ormai le soluzioni sono già “ in strada” ma in Italia ( e non solo in Italia) manca la rete di rifornimento; - considerate le necessità occupazionali in questo periodo di crisi globale , le necessità politiche globali di svincolo dal petrolio e le emergenze ambientali non si può più rimandare l’utilizzo di questo carburante . Se riuscissimo a far partire questo treno , il Governo Letta avrebbe un fortissimo aiuto per tirar fuori l’Italia ( ossia tutti noi ) da questo pantano. C'è qualcuno che può aiutare a far leggere questo messaggio al Presidente del Consiglio ?? GRAZIE

Franco Pace, lunedì 1 luglio 2013 alle17:12 ha scritto: rispondi »

L'uso dell'idrogeno con le fuel cell è scomodo in quanto è una tecnologia molto costosa perchè non è ancora ben conosciuta. Per quanto riguarda le auto puramente elettriche che quindi usano delle batterie al Litio molto costose e con scarsa autonomia, esse sono buone per le città ma non per lunghe percorrenze. Per questi ed altri motivi penso che la cosa più fattibile sia l'uso dell'idrogeno che dà solo acqua di combustione con il M.C.I. senza altri carburanti di riserva in modo da poter utilizzare un motore a combustione interna che sia adatto a bruciare il solo idrogeno e quindi non complicato per due combustibili come ad esempio benzina e idrogeno e quindi senza particolari accorgimenti per il motore stesso, tipo valvole particolari etc. . D'altronde anche le fuel cell utilizzano il solo idrogeno solo che il motore è elettrico e non un M.C.I. . Lo stoccaggio dell'idrogeno può essere uguale a quello con le fuel cell cioè gassoso in serbatoi ad alta pressione contenuti nell'auto stessa. Ricordo che la combustione dell'idrogeno non produce CO2 e quindi non aumenta l'effetto serra del pianeta.

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