Si torna a parlare del Toxoplasma gondii, parassita spesso rinvenuto nei gatti, e dei gravi rischi che può causare alla salute dell’uomo. Senza voler scadere in inutili allarmismi, si vedrà più avanti come sia facile ridurre praticamente a zero il rischio di infezione, pare che l’agente responsabile della toxoplasmosi possa essere correlato alla demenza senile.

È quanto spiega uno studio pubblicato sulla rivista “Brain, Behavior and Immunity”, dove si analizzano le conseguenze all’esposizione del parassita del gatto sulle normali attività del cervello. È già noto come il contagio da toxoplasmosi sia particolarmente pericoloso per le donne in gravidanza e i loro bambini e, non ultimo, lo scorso anno si è ipotizzato potesse essere anche responsabile di alcuni suicidi negli individui ipersensibili. Ora pare che l’infezione sia in grado di favorire la perdita di memoria, e tutte le patologie correlate, per gli over 65.

Il Toxoplasma gondii è normalmente ospitato nell’intestino del gatto, l’animale dove l’agente raggiunge il completo ciclo di vita, e viene espulso con le feci. Il micio può risultare infettivo solo una volta nella sua esistenza, e per un periodo di non più di una quindicina di giorni, per questo i possessori di un felino non devono essere inutilmente allarmati. I gatti che vivono esclusivamente in appartamento sono praticamente esenti dal parassita, con cui si contagiano per l’ingestione di animali infetti o per gli escrementi di altri esemplari, mentre per tutti gli altri basta semplicemente prestare particolare attenzione alla pulizia della lettiera, ricorrendo ai guanti ed evitando di entrare in diretto contatto con le feci dell’animale. D’altronde, il veicolo di contagio più diffuso è quello orale e, oltre al gatto, il parassita può essere presente anche su verdura e frutta non ben lavata o carne poco cotta.

Sebbene l’infezione da toxoplasmosi si pensi abbia colpito ben la metà della popolazione mondiale – il contagio è spesso silente, senza alcun sintomo, e nella maggior parte dei casi l’organismo riesce a controllare il parassita rinchiudendolo in una cisti – in alcuni casi può avere serie conseguenze. Stando ai test degli immunologi del Leibniz Research Centre for Working Environment and Human Factors, dell’OMS, e del Collaborating Centre for Occupational Health, vi sarebbe una correlazione tra presenza del Toxoplasma nell’organismo e perdita di memoria a breve termine negli anziani, così come dell’insorgenza di patologie simili al morbo di Alzheimer.

Gli anziani infetti hanno dimostrato una performance più lenta nei test sulla memoria verbale, incentrati sul richiamo immediato e sul riconoscimento ritardato. Differenze sostanziali sono state rilevate anche sulla memoria semantica a lungo termine. La portata degli effetti è rilevante.

Come già accennato, la minaccia principale proviene dai gatti randagi o da quelli liberi di circolare all’aperto: si stima che il 74% degli animali sia positivo al Toxoplasma. Questo diviene un problema di salute pubblica soprattutto in quei luoghi della città dove è più facile entrare in diretto contatto con terreno e feci, come i parchi o le sabbionaie per il gioco dei bambini. Importante è non portare mai le mani alla bocca dopo aver giocato con un gatto, non prima di averle accuratamente lavate. Inoltre, tutte le operazioni che coinvolgano escrementi devono essere condotte con i guanti. Così come sottolineano gli esperti, data la relativa semplicità con cui si possono seguire queste norme igieniche di base, non vi sono motivi per temere la convivenza con il micio, né ragioni per abbandonarlo.

24 febbraio 2014
Via:
I vostri commenti
Carla, lunedì 24 febbraio 2014 alle14:46 ha scritto: rispondi »

Io penso che i gatti (e gli animali in genere) non c'entrino niente. Se gli uomini sono scemi, lo sono di proprio !

Lascia un commento