Con l’avvicinarsi dell’inverno aumentano anche le infezioni alle vie respiratorie: non solo poiché la temperatura è più fredda, ma anche perché si è più inclini a stare al chiuso, dove è più facile esporsi a virus e batteri. Si è già parlato delle caratteristiche di tosse grassa e secca, due dei disturbi più frequenti, ma quali sono le loro principali differenze?

Prima di procedere alla trattazione, è bene ricordare come sia la tosse grassa che quella secca possono essere sintomi di svariate patologie, dalle più banali a quelle più gravi. Per questo motivo è necessario vagliare il parere del medico prima di procedere all’automedicazione, anche per evitare conseguenze gravi o spiacevoli.

Tosse: a cosa serve?

Prima di addentrarsi nelle differenze fra i due disturbi, è utile sapere quale sia il meccanismo alla base della tosse. Si tratta, infatti, di una risposta naturale dell’organismo: non è una malattia, ma un sintomo fisiologico di un disturbo sottostante.

Quando si tossisce, la glottide inizialmente si chiude impedendo all’aria contenuta negli organi respiratori di uscire all’esterno. Così facendo, la pressione interna aumenta e spinge sulla glottide stessa, obbligandone l’apertura e la violenta fuoriuscita dell’aria. Con questo ingegnoso sistema, l’apparato respiratorio cerca di mantenere se stesso il più possibile pulito: residui di pulviscolo, batteri e altri agenti esterni saranno trascinati all’esterno proprio dal flusso irruente, evitando così possano infettare o peggiorare una condizione di polmoni, bronchi e vie respiratorie in genere.

Spesso questo processo è abbinato a delle secrezioni viscose e gelatinose, ovvero il catarro. La sua funzione è appunto quella di trattenere gli agenti indesiderati e di stimolarne l’espulsione. Non ultimo, è uno dei principali fattori che permette di comprendere le diversità tra tosse grassa e tosse secca.

Tosse grassa e secca: le differenze

La principale differenza fisiologica tra tosse secca e tosse grassa è la presenza dell’espettorato, il catarro di cui si è fatto poc’anzi accenno. Si tratta di una sostanza vischiosa, naturalmente prodotta dalle mucose delle vie respiratorie, utile per trattenere sostanze irritanti e agenti esterni.

L’espulsione del catarro avviene solitamente in modo graduale, tanto da non risultare possibile accorgersene. In caso di infezioni batteriche o irritazioni varie, tuttavia, la produzione mucosa aumenta esponenzialmente e la tosse diventa un veicolo, frequentemente fastidioso, per rimediare alle accresciute necessità del sistema respiratorio. Di conseguenza, quando si verifica l’espettorato si ha a che fare con la tosse grassa, in caso contrario con quella secca.

A questo punto, sorge una legittima domanda: l’assenza di secrezioni conferma l’assenza di un’infezione in corso? La risposta non è semplice e, per questo motivo, ogni singolo episodio dovrà essere verificato con il medico curante. La tosse secca può essere infatti sintomo di un’irritazione, anche banale, delle vie respiratorie: le mucose infiammate si ingrossano, l’organismo le percepisce come un corpo estraneo e cerca invano di liberarsene tossendo. È il caso, ad esempio, dei fumatori irriducibili, di chi abusa di alcolici ma anche di quei pazienti affetti da reflusso gastroesofageo: la tosse secca è spesso riconducibile a irritazioni della gola. Tuttavia, potrebbe essere anche il segnale di una patologia in corso ben più grave, poiché non è raro che l’esito finale sia la trasformazione in tosse grassa. Può infatti capitare che le produzione di muco sia alterata o, in alternativa, che lo stesso sia troppo solido per poter essere efficacemente espulso all’esterno. Non a caso, spesso la tosse secca vede comunque l’impiego di mucolitici, che andranno pian piano a sciogliere il catarro favorendone l’espettorazione.

Oltre a questo, le due modalità si differenziano anche per gli effetti fisici che producono. Quando vi è catarro si ha una tosse profonda, di petto, che tende a dare sollievo – per quanto temporaneo – dopo ogni emissione. Quella secca è invece frequentemente sibilante, di gola, associata a bruciore e senso di corpo estraneo. Inoltre, siccome costringe l’organismo a uno sforzo continuo, può coinvolgere anche l’apparato digerente stimolando nausea e anche vomito.

Per quanto riguarda il trattamento, si deve seguire il parere dello specialista con gli opportuni farmaci prescritti, dai mucolitici agli antibiotici, passando per le terapie d’aerosol. Sul fronte dei rimedi naturali, di cui non dovranno essere sottovalutate controindicazioni e possibili effetti collaterali, si sceglieranno rimedi mucolitici per la modalità produttiva e calmanti per quella secca. Nel primo gruppo rientrano il classico miele, la camomilla, la malva e l’eucalipto, nel secondo tiglio, timo e passiflora. Quest’ultima è particolarmente indicata per conciliare il sonno, ma non deve essere abbinata ad altri trattamenti in corso con ansiolitici, antidepressivi o barbiturici.

14 ottobre 2014
Lascia un commento