Se fino ad oggi pochissimi conoscevano il plasmix, le plastiche povere eterogenee provenienti dalla raccolta differenziata, e soprattutto ignoravano il possibile riutilizzo di questi materiali, oggi la Toscana compie un bel salto in avanti nella gestione sostenibile di questa tipologia di rifiuti. E lo fa tramite la produzione di secchi, scope, palette e articoli per la pulizia del bagno.

Uno studio realizzato dalla Revet di Pontedera (Pi) in sinergia con l’azienda Utilplastic di Larciano (PT), ha infatti dimostrato che dalla plastica riciclata post-consumo, quali vaschette, sacchetti di polietilene, imballaggi plastici d’uso alimentare e pellicole d’imballaggio, normalmente avviata allo smaltimento in discarica o utilizzata per la produzione di energia, è possibile ottenere degli articoli casalinghi molto comuni ma soprattutto necessari.

In attesa della presentazione ufficiale dei prototipi che avverrà nel fine settimana alla “Fiera Ambiente” di Francoforte, l’iniziativa è stata presentata oggi dall’assessore regionale all’ambiente Anna Rita Bramerini:

“È il nuovo, esemplare passaggio (ha affermato l’assessore Bramerini) che la Regione Toscana ha realizzato per promuovere concretamente il mercato del riciclaggio della plastica eterogenea post-consumo, quella più povera“.

Le vendita avverrà probabilmente tramite la stipula di accordi con la catena della grande distribuzione, in modo da garantire il “ri-acquisto” degli articoli in tutta la regione.

11 febbraio 2011
I vostri commenti
Annamaria Limuli 541, mercoledì 20 aprile 2011 alle4:11 ha scritto: rispondi »

E' segno di civiltà e di essere finalmente consapevoli che sprecare di meno si può, anche con un piccolo gesto come utilizzare delle sportine di iuta. Forza viviamo verde

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