La Regione Toscana ha approvato un piano per la riduzione degli ungulati sul territorio, poiché specie animali aumentate a dismisura nei boschi locali, nonché minaccia per ambiente e agricoltura dato il loro importante numero. Un provvedimento atto a riequilibrare e salvaguardare le risorse naturali, sostengono i favorevoli, a cui però si contrappongono le associazioni animaliste.

La legge è stata approvata con un voto trasversale, così come specifica il Corriere della Sera, su iniziativa del PD e supporto da Forza Italia e Fratelli d’Italia, con contrari M5S e Sì Toscana, mentre Lega Nord si è astenuta. Il piano prevede di ridurre gli ungulati – cinghiali, daini e caprioli – di circa 150-170.000 unità nell’arco dei prossimi tre anni e, sempre secondo il Corriere, saranno proprio i cinghiali i più colpiti, poiché solo 20.000 sarebbero caprioli.

La legge, definita in accordo con l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra), consente forme di contenzione per i prossimi tre anni, con la possibilità di revisione di anno in anno, dopo i controlli delle istituzioni preposte. La normativa, inoltre, individua aree vocate e non vocate alla caccia, abilità specifiche ai cacciatori, quindi percorsi di filiera e accordi per la valorizzazione del consumo.

La discussione, così come la successiva approvazione della legge, ha visto contrapposti sostenitori e contrari. Sul primo fronte, chi sostiene questa misura sia necessaria per preservare l’ambiente e l’agricoltura, da una proliferazione di animali – soprattutto cinghiali – non più assimilabile dal territorio. La densità degli ungulati sarebbe infatti quattro volte superiore a quella di altre regioni, con costi ingenti sia di gestione che di rimborso dei danni rilevati, in particolare in campo agricolo.

Fra i contrari, invece, le associazioni animaliste e alcuni rappresentanti del mondo degli intellettuali, convinti che l’approccio debba essere più dolce e mirato, senza comportare l’abbattimento indiscriminato di capi. Lo scorso 17 gennaio, riporta il Corriere, un flash mob di protesta è stato organizzato a Piazza della Repubblica a Firenze, per richiedere un ripensamento sulla normativa e puntare a una contenzione naturale, ad esempio con la reintroduzione di predatori.

5 febbraio 2016
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I vostri commenti
Silvano Ghezzo, domenica 7 febbraio 2016 alle0:26 ha scritto: rispondi »

Che "strano", l'uomo si accorge che troppi animali rovinano l'ecosistema, ma non vede che la stessa regola vale anche per lui, la differenza fondamentale è che, mentre gli animali non sono in grado di regolare le proprie nascite, noi lo possiamo fare, se abbiamo un pò di intelligenza e lungimiranza.

cristian, venerdì 5 febbraio 2016 alle22:28 ha scritto: rispondi »

l'ennesima vergogna.

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