Bere caffè aiuta a migliorare l’efficacia del proprio esercizio fisico. Questo quanto hanno concluso alcuni ricercatori della University of Kent, guidati dal Professor Samuele Marcora, secondo cui l’assunzione della bevanda migliorerebbe in particolare le possibilità di avere successo nel ritorno alla propria forma fisica ideale.

Il merito secondo il Prof. Marcora è da attribuire alla caffeina contenuta nel caffè, in grado secondo il ricercatore di contrastare gli effetti delle adenosine. Queste ultime sono associate al senso di fatica e di stanchezza derivato dallo sforzo fisico e limitarne l’azione porterebbe molteplici benefici. Come sottolineato dallo stesso ricercatore:

Assumere caffeina prima dell’allenamento riduce la percezione dello sforzo e permette alle persone di praticare esercizio, in media, l’11% più a lungo rispetto al placebo.

Aumenta inoltre la soddisfazione ottenuta dall’esercizio fisico e con questo dovrebbe in più motivare le persone a rispettare il proprio programma di allenamento a lungo termine.

Contrastare l’azione delle adenosine permetterebbe inoltre, spiega il Prof. Marcora, di ridurre la fatica mentale e il suo effetto negativo per quanto riguarda le prestazioni ottenute:

Le adenosine sono una delle cause principali della fatica mentale e la fatica mentale incrementa a sua volta la percezione dello sforzo riducendo le prestazioni ottenute durante l’esercizio.

Utilizzare la caffeina prima di un allenamento è di particolare beneficio per le persone che vanno a correre o in palestra dopo il lavoro, quando sono mentalmente stanche. La caffeina può aiutarli a superare la loro fatica mentale e ottenere buoni risultati dall’allenamento.

Secondo quanto riportato dal Prof. Marcora sarebbe sufficiente un quantitativo di 3 mg di caffeina per chilogrammo di peso corporeo per produrre:

Effetti significativi senza indurre spiacevoli effetti collaterali nella maggior parte delle persone.

Durante lo studio è stato chiesto ai partecipanti di praticare alcuni esercizi fisici e di riportare l’intensità dello sforzo percepita. Il test è stato realizzato in un primo momento con l’ausilio di una compressa di caffeina, in un secondo con un placebo.

Lo sforzo medio registrato durante i test con somministrazione di caffeina è stato di 6,1 in una scala da 1 a 10, mentre durante l’esercizio fisico svolto dopo l’assunzione del placebo il risultato è stato di 6,7. Secondo quanto ha concluso il Prof. Marcora:

Paragonato alla visione della tv (zero sforzo), persino un’attività fisica di moderata intensità come il camminare richiede un considerevole sforzo. Quindi una sostanza psicoattiva che riduce la percezione dello sforzo durante l’esercizio potrebbe risultare di particolare efficacia per quelle molte persone che sono sovrappeso o per chi pratica esercizio fisico dopo il lavoro in uno stato di affaticamento mentale.

La buona notizia è che una sostanza non dannosa, a buon mercato e ampiamente disponibile che riduce la percezione dello sforzo durante l’esercizio fisico già esiste ed è la caffeina.

1 febbraio 2016
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