La corrida torna in Colombia, animalisti e opinione pubblica più generale protestano in piazza. Sono attimi di tensione, quelli che da qualche ore caratterizzano Plaza de Toros La Santamaría, zona molto nota di Bogotà: a seguito della reintroduzione dell’intrattenimento con i tori, infatti, si stanno verificando violente proteste e scontri con le forze dell’ordine. Interrotta nel 2012, la tradizionale attrazione con gli animali è stata ripristinata su parere della Corte Costituzionale colombiana.

La vicenda risale a cinque anni fa, quando Gustavo Petro, sindaco di centrosinistra della città, aveva deciso di vietare la corrida. A seguito di un ricorso, tuttavia, le corti locali hanno specificato come non vi siano i requisiti di legge per un divieto alla manifestazione con i tori e, per tanto, le associazioni organizzatrici della locale corrida dovranno essere ricompensate per le perdite accumulate in questi anni. La sentenza, giunta la scorsa estate, è ora entrata nel vivo e, sebbene il nuovo sindaco Enrique Peñalosa abbia espresso vicinanza con gli animalisti e l’opinione pubblica, la tradizione in questione dovrà essere ripristinata.

=> Scopri il divieto per la corrida a Barcellona


Dallo scorso sabato, diversi civili si sono radunati nei pressi dell’arena di Plaza de Toros, per protestare contro il ritorno della corrida e bloccare l’entrata a eventuali spettatori. Le autorità hanno risposto con un importante dispiegamento di uomini, oltre 1.200 agenti della Polizia Nazionale, tutti in assetto antisommossa. Nelle scorse ore, si sono verificati dei tafferugli proprio tra i manifestanti e le forze dell’ordine, con il lancio di lacrimogeni per allontanare la folla. La protesta non sembra però volersi placare, con i partecipanti pronti a proseguire a oltranza, come ha dichiarato Natalia Parra, una portavoce di un gruppo animalista locale:

La cultura del partecipare ai combattimenti non ci rappresenta. Questa è una Colombia che anela al passato, un passato fatto di spargimenti di sangue.

I manifestanti, tra i quali non solo associazioni animaliste ma comuni cittadini, sostengono come la decisione delle corti non rispetti la volontà popolare, a quanto pare ampiamente contraria alla Corrida, e richiedono venga presto votata una legge di divieto a livello nazionale.

23 gennaio 2017
Via:
Lascia un commento