Tonno: solo pesca sostenibile per Mareblu, la vittoria di Greenpeace

Caccia al tonno sostenibile per Mareblu dal 2016. Il colosso della vendita di carni di pesce ha ceduto alle pressioni esercitate da Greenpeace durante la campagna “Tonno in trappola”, promettendo un progressivo aumento dei prodotti presenti sul mercato ricavati attraverso metodi di pesca meno distruttivi della fauna ittica.

Caccia al tonno che Mareblu ha accettato di portare avanti solo con l’utilizzo di una canna (Pole&Line) e con l’uso di reti, sprovviste però di quei pericolosi strumenti aggreganti che moltiplicano il numero di esemplari catturati e favoriscono la pesca indesiderata di squali, tartarughe marine e tonni giovani.

I sistemi di aggregazione secondo Greenpeace rappresentano ad oggi lo strumento più utilizzato per la cattura del tonno. Si tratta di strumenti galleggianti disposti lungo le reti per favorire il raggruppamento degli esemplari. Per l’ambiente il danno è gravissimo, basta pensare che per ogni 9 Kg di pescato “utile” viene imprigionato nella rete anche 1 Kg di specie protette. A fine anno il conto per queste ultime potrebbe essere salato, fino a 182 mila tonnellate.

Il mancato ricorso a tecniche così massive di cattura del tonno ridurrebbe il pericolo per le specie protette del 90%. Soddisfazione espressa da Greenpeace, che sottolinea l’importanza di una simile decisione per uno dei colossi dell’industria ittica mondiale:

Si tratta di un passo molto importante. – afferma Giorgia Monti, responsabile della campagna Mare di Greenpeace – Mareblu è il primo marchio italiano a impegnarsi chiaramente nell’eliminare l’uso di reti a circuizione con FAD, un metodo di pesca distruttivo che non solo cattura numerose specie in pericolo ma anche esemplari giovani di tonno aggravando la crisi degli stock. È ora che anche gli altri leader del mercato italiano del tonno in scatola prendano lo stesso impegno.


Augurio condiviso anche dalla stessa Mareblu, controllata del gruppo MW Brands:

Gli impegni presi oggi sono essenziali non solo per tutelare la risorsa tonno, ma per garantire un futuro alla nostra azienda. – sottolinea Adolfo Valsecchi, presidente di Mareblu e CEO MW Brands – Speriamo che i nostri standard vengano adottati presto anche dal resto dell’industria conserviera del tonno.

Principalmente i nuovi standard di pesca dovranno puntare alla cattura del “tonno striato”, l’unica specie di tonno al momento non a rischio. Mareblu si impegna altresì a non utilizzare il “tonno obeso” e a favorire la trasparenza nei confronti dei consumatori con etichette dettagliate comprensive di specie pescata, zona e metodo di pesca.

6 marzo 2012
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