Con l’aumentare dell’inquinamento dei mari, destano sempre più preoccupazione le concentrazioni elevate di mercurio nei pesci, soprattutto nelle specie di grandi dimensioni che accumulano maggiori metalli pesanti. In Italia nel 2014 si contano già 40 segnalazioni di pesce importato contaminato da mercurio, proveniente perlopiù da Spagna e Portogallo. L’ultimo sequestro segnalato sul portale del sistema di monitoraggio europeo, Rapid Alert System for Food and Feed, riguarda lotti di tonno contaminati da mercurio, sequestrati dalle autorità sanitarie e non più sul mercato. Le concentrazioni rilevate nei lotti di Thunnus albacares erano di 1,4 mg/kg – ppm. Per le specie di grandi dimensioni i valori considerati sicuri non dovrebbero superare 1 mg/kg.

A rischiare in questo caso sono soprattutto le donne incinte e i bambini, sensibili anche a concentrazioni considerate innocue per altri soggetti. Il consiglio degli esperti è di non comprare il pesce spada, lo smeriglio e il tonno, più saturi di metalli pesanti pericolosi per l’organismo umano.

Quando si va in pescheria, è bene dunque preferire pesci mediterranei di piccole dimensioni, come alici e sardine, ricchi di nutrienti e meno a rischio di estinzione. Il buonsenso e le linee guida dei nutrizionisti suggerirebbero di non superare i 100 grammi alla settimana di pesce spada o tonno, mentre per le altre specie complessivamente si può consumare fino a 300-400 grammi di pesce alla settimana, alla luce dei grandi benefici per la salute che ne derivano. L’importante è variare molto le specie da portare in tavola, seguendo la stagionalità anche per il pesce e preferendo il mercato ittico locale.

Altre segnalazioni di rilievo recenti del RASFF riguardano la presenza di mercurio nei filetti congelati di squalo mako, Isurus oxyrinchus, sempre di provenienza spagnola, con valori di 2,6 mg/kg, e nei lotti della stessa specie provenienti dal Portogallo che riportavano valori di 2,03 mg/kg, più del doppio del consentito. Sempre dal mercato portoghese sono giunti in Italia la scorsa settimana due lotti di verdesca congelata, Prionace glauca, che superavano i valori consentiti con livelli di mercurio di 2,7 mg/kg – ppm.

15 maggio 2014
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