Tonno avariato, 8 persone intossicate: ecco i rischi

Negli ultimi giorni ben 8 persone a Palermo sono state ricoverate in ospedale per intossicazione da tonno rosso avariato a causa di una cattiva conservazione, dovuta all’aumento crescente delle temperature. I rischi derivanti dalla cosiddetta sindrome sgombroide sono tanti, ecco a cosa prestare attenzione.

Si apprende che diversi soggetti si sono presentati al pronto soccorso dell’ospedale Cervello e al Civico di Palermo accusando nausea e dolori; tutti hanno riferito ai sanitari di aver consumato del tonno così, dopo gli accertamenti, è stato scoperto che si trattava di tonno avariato. Su ogni singolo caso stanno indagando i carabinieri del NAS e si sta cercando di risalire agli negozianti che hanno venduto il prodotto ittico avariato.

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La sindrome sgombroide colpisce quando si mangia pesce alterato contenente stamina e può causare conseguenze anche gravi per la salute. La contaminazione non è percepibile all’assaggio o all’olfatto e quindi difficile da scoprire per il consumatore, ma i sintomi si manifestano a pochi minuti dal consumo e sono diversi: interessano la cute (eritema al viso, sensazione di calore) il sistema gastroenterico (diarrea, vomito, dolori addominali) e di frequente si accusano anche mal di testa, palpitazioni e tremori.

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Per tutelarsi nel miglior modo possibile, è bene seguire le buone norme di conservazione dei prodotti, rispettando dunque la data di scadenza e mangiando l’alimento appena acquistato (o all’interno della confezione aperta) nel più breve tempo possibile. Le scatolette di tonno aperte e non consumate nella totalità vanno riposte in frigorifero ben ricoperte da olio.

6 giugno 2018
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