Il gatto Tommasino era balzato agli onori della cronaca quando, nel 2011 alla morte della sua amata proprietaria, aveva ereditato una fortuna incredibile. Unico discendente d’affetto, per quanto riguarda i sentimenti della donna, da poter vantare una ricchezza pari a 10 milioni di euro.

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Tra case, ville, terreni tra Milano, Roma e la Calabria, Tommasino poteva vantare una vita da re. In suo tutela era stata nominata un’infermiera, Stefania Cecconi, che si era occupata della proprietaria e poi del gatto. Ma una morte improvvisa per gastroenterite aveva interrotto la giovane vita del micio. A soli 5 anni Tommasino è deceduto, lasciando un alone di mistero intorno alla sua dipartita.

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Una vita incredibile la sua, strappato da piccolo alla vita randagia, era stato adottato dalla facoltosa Maria Assunta. La sua esistenza era cambiata radicalmente, passando dalla sofferenza all’agio più totale. Alla dipartita della donna era diventato unico erede, attraverso un testamento olografo del quale erano stati nominati esecutori testamentari gli avvocati Marco Angelozzi, Anna Orecchioni e Giacinto Canzona.

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Molte le domande legate a un decesso così rapido, per un gatto decisamente ancora giovane. Poi la successiva e frettolosa cremazione pare abbiano scatenato illazioni e chiacchiere. Era seguita la tumulazione delle sue ceneri all’interno di una minuscola cappella a misura di gatto, posta nel giardino della villa e ordinata dalla premurosa infermiera.

Come accade in queste situazioni anche la morte più naturale incrocia spesso la curiosità e la morbosità delle persone. Ipotesi, teorie, voci si sono sprecate attorno al decesso del gatto il quale ormai ha raggiunto l’affetto della sua amata proprietaria.

1 marzo 2013
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