Il tofu è un alimento importante nella dieta di natura vegan, ma la sua è un’origine di tipo orientale. Il prodotto è un alimento diffuso in quasi tutto il territorio orientale, in particolare Cina e Giappone. È il risultato della cagliata del latte di soia, contiene molte proteine vegetali e si può trovare sia fresco che conservato.

Oltreoceano il tofu è considerato al pari di un elisir di giovinezza, viene assunto quotidianamente perché contiene flavonoidi che preservano la salute del cuore e agiscono contro i radicali liberi. Abbassa il colesterolo e aiuta lo scheletro, rientra nel gruppo delle ricette vegan per gli alimenti altamente proteici utilizzati in sostituzione della carne.

Come fare il tofu in casa: ingredienti e procedura:

La preparazione casalinga è molto semplice e conta la presenza di pochi ingredienti facili da reperire: 250 gr di soia gialla biologica, acqua, 1 cucchiaio e mezzo di Nigari (oppure il succo di 1 limone), 2 cucchiaini di sale integrale o normale. Lavate la soia sotto l’acqua corrente quindi versate i fagioli in una ciotola piena d’acqua, e lasciateli in ammollo per una notte intera.

La mattina successiva avranno raddoppiato il volume, scolateli, eliminate la pellicola e frullateli più volte con un mix a immersione. Per facilitare il procedimento della ricetta vegan aggiungete un po’d’acqua. Ridotti in poltiglia assumeranno una colorazione bianca e una consistenza liquida simile al latte.

Versate il tutto in una pentola capiente, magari allungando con circa 1,5 l di acqua, portando a ebollizione e cuocendo per 10 minuti. Mescolate perché non si attacchi alla pentola. Eliminate i residui di pellicine che verranno a galla, quindi frullate nuovamente e lasciate riposare per 5 minuti. Passate il tutto attraverso le maglie di un colino a trama fitta, recuperando il liquido in una ciotola capiente, quindi ripetete il filtraggio più volte. Completate filtrando attraverso del lino o una tela a trama fitta. La purea avanzata si chiama okara e si potrà riutilizzare per creare tante ricette, ma è bene consumarla in piccole dosi per non appesantire l’intestino.

Il liquido ottenuto si chiama latte di soia, per assumerlo in questo modo è bene farlo bollire per un’altra ora aromatizzandolo con una stecca di vaniglia o un alga kombu e poi imbottigliarlo. Oppure utilizzarlo per la creazione del tofu. Versatelo nuovamente in pentola, portatelo a ebollizione e aggiungete un po’ di sale integrale (facoltativo). A parte versate dell’acqua in un pentolino, scaldatela e aggiungete 1 cucchiaio e mezzo di nigari mescolando (in alternativa il succo di 1 limone senza semi).

Quando si sarà leggermente sciolto aggiungetelo al latte di soia miscelando con cura, coprite con un panno e lasciate riposare per 30 minuti, lentamente il tofu si separerà dal siero avviando la fase della cagliatura. Nel frattempo preparate il contenitore dove farlo riposare, possibilmente rettangolare di legno o di plastica, con all’interno un panno di cotone o lino pulito e umido. Raccogliete dalla pentola con un colino i fiocchi di tofu emersi, eliminate il liquido e adagiateli dentro il contenitore.

Procedete così fino a riempirlo ottenendo una forma rudimentale simile a un panetto, copritelo con il telo, quindi con un coperchio su cui appoggerete dei pesi (una brocca piena d’acqua, dei libri, dei barattoli) per farlo spurgare. Dopo circa trenta minuti avrete ottenuto il vostro tofu, lavatelo in acqua quindi disponetelo all’interno di un contenitore di vetro pieno d’acqua. Risulterà più morbido di quello industriale, potrete tagliarlo a fette o cubetti e gustarlo in padella o nelle zuppe. Tempo massimo di conservazione in frigorifero: 4 giorni, cambiando spesso l’acqua.

3 settembre 2013
I vostri commenti
paola, giovedì 29 maggio 2014 alle11:13 ha scritto: rispondi »

grazie dell'informazione,e suggerimenti.

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