La tisana digestiva fatta in casa è un rimedio spesso molto efficace per contrastare gli effetti di grandi abbuffate o cibi grassi e pesanti. In caso la digestione risultasse quindi lenta e difficoltosa è possibile con alcuni infusi aiutare l’organismo a svolgere le proprie funzioni naturali.

Alcune delle più apprezzate tisane digestive sono realizzate a partire dalle foglie di menta e salvia, due piante aromatiche molto efficaci non soltanto nel trattamento dell’apparato digerente, ma anche come rimedi naturali per la cura delle affezioni respiratorie.

Altre possibili tisane digestive naturali sono preparate utilizzando zenzero, ortica, finocchio, anice o genziana. La ricetta che viene descritta di seguito fa riferimento a una miscela composta da menta, camomilla, salvia e limone.

Ingredienti

La preparazione della tisana digestiva fatta in casa risulta perlopiù molto semplice. Sono necessari per ottenere l’infuso i seguenti ingredienti:

  • 200 ml d’acqua;
  • 6 grammi di foglie di menta;
  • 3 grammi di camomilla;
  • 3 grammi di foglie di salvia;
  • 1 fetta di limone.
Limone

Qualora si ritenesse necessario dolcificare la tisana è consigliato utilizzare del miele anziché lo zucchero, un cucchiaino o più a seconda del proprio gusto, cercando in ogni caso di non esagerare con le quantità.

Ricetta

Una volta che si saranno raccolti o acquistati tutti gli ingredienti necessari occorrerà versare l’acqua all’interno di un pentolino e metterla sul fuoco. Non appena inizieranno a comparire le prime bollicine di rilievo, una temperatura di circa 80-90 gradi, il fuoco andrà spento lasciando però il pentolino sopra il fornello.

Versare non appena spento il fuoco la menta, la camomilla, la salvia e il limone, lasciando poi in infusione per circa 5 minuti. Una volta trascorso il tempo indicato la tisana digestiva dovrà essere filtrata e lasciata freddare fino a quando abbia raggiunto una temperatura tale da risultare bevibile.

Solo a quel punto aggiungere il miele, nell’eventualità che debba essere dolcificata, così da non comprometterne le proprietà curative naturali.

8 giugno 2015
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