La tiroide è una piccola ghiandola a forma di farfalla localizzata sul collo, nella sua parte anteriore, talvolta oggetto di alcuni specifici disturbi che si riflettono su tutto l’organismo, dando origine a una serie di sintomi anche molto spiacevoli. La sua funzione riguarda essenzialmente la produzione di ormoni che agiscono direttamente sul metabolismo (T4 e T3), attività che viene influenzata a sua volta dall’azione dell’ipofisi e dell’ormone TSH (Thyroid stimulating hormone).

Se la produzione di ormoni subisce variazioni, alterandosi, possono svilupparsi alcuni disturbi specifici che influiscono sulla produzione di energia da parte dell’organismo, processo velocizzato o al contrario rallentato e in grado di alterare le funzionalità metaboliche. Anche la tiroide, come altre ghiandole corporee, può infiammarsi o essere soggetta alla crescita di noduli di varia natura, così come a variazioni di volume.

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Per verificare l’effettiva presenza di un disturbo inerente la tiroide è indispensabile monitorare i livelli degli ormoni tiroidei nel sangue, effettuando specifiche analisi prescritte dal proprio medico. Anche un’ecografia al collo, inoltre, rappresenta un esame di primo livello utile a escludere alterazioni ed eventuali noduli la cui natura dovrebbe essere indagata ulteriormente seguendo le indicazioni del radiologo competente.

Ipertiroidismo e ipotiroidismo

Se la tiroide produce una quantità di ormoni superiore alla norma, la patologia in questione è l’ipertiroidismo: la sintomatologia è molto vasta e raramente si manifesta in modo completo, tuttavia è importante sottolineare la necessità di rivolgersi al medico nel momento in cui si manifesta uno specifico disturbo.

Tra i possibili sintomi compaiono la perdita di peso, un aumento della sudorazione e il battito cardiaco accelerato, così come uno stato d’ansia ingiustificato. Possono comparire alterazioni del ciclo mestruale femminile, un aumento della caduta dei capelli e alcune trasformazioni a livello oculare caratterizzate da una maggiore evidenza dei bulbi, che sembrano fuoriuscire dalle orbite.

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Quando, invece, gli ormoni tiroidei sono insufficienti la patologia da indagare è l’ipotiroidismo, malattia che colpisce con maggiore frequenza le donne e che spesso può manifestarsi nei neonati subito dopo la nascita. Tra i sintomi una sensazione di stanchezza diffusa, una maggiore sensibilità al freddo, sonnolenza e difficoltà a concentrarsi, crampi ai muscoli. Le donne potrebbero notare anche un aumento del flusso mestruale, così come alcuni cambiamenti alla pelle e ai capelli, rispettivamente più secca e più sottili. Al contrario di quanto avviene con la patologia opposta, quando la tiroide funziona “meno” del dovuto è probabile vedere il proprio peso aumentare in assenza di cambiamenti nell’alimentazione quotidiana.

Tiroidite e noduli

Quando la tiroide si infiamma si parla di tiroidite, spesso come conseguenza dell’ipotiroidismo. Può accadere nelle donne dopo il parto, oppure può trattarsi di una patologia cronica autoimmune detta “tiroidite di Hashimoto”.

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Talvolta, pur in presenza di valori normali degli ormoni tiroidei, la ghiandola presenza uno o più noduli visibili attraverso l’ecografia e spesso palpabili: possono essere benigni o, raramente, di natura cancerogena. Spetta allo specialista verificarne la natura e suggerire la terapia adatta.

Le cure

Le possibili terapie suggerite per curare i disturbi della tiroide variano a seconda della patologia: alcune volte si rende necessaria l’asportazione chirurgica, tuttavia più spesso è sufficiente assumere farmaci specifici per integrare gli ormoni tiroidei oppure effettuare una terapia a base di iodio radioattivo.

15 giugno 2017
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