Erbe di cui non sapete bene l’utilizzo, verdura che ha ormai passato i suoi momenti migliori e frutta stranamente insapore. Cosa farci? Basta aggiungere acqua, un fissante e dei filati o dei tessuti 100% naturali, non trattati, a cui cambiare colore.

Di seguito alcuni utili suggerimenti per il riciclo creativo di erbe e verdure varie, buona lettura.

La tintura naturale dà colori delicati, che ricordano le tinte della terra e dei suoi prodotti, gialli, rossi, verdi, blu e viola che insomma non urtano l’occhio ma lo rilassano.

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Occorrente:

  • colorante naturale di vostra scelta;
  • acqua;
  • un fissante (come sale, aceto, allume di rocca o bicarbonato di sodio);
  • una pentola capiente in acciaio inossidabile;
  • dei guanti usa e getta;
  • e ovviamente il tessuto che volete tingere.

Procedimento:

  • per prima cosa bisogna preparare quello che sarà il “pigmento”, se così si può chiamare, che volete usare;
  • dopodiché è fondamentale preparare il tessuto per fare in modo che sia in grado di assorbire, e poi trattenere, il colore;
  • si lascia a riposo;
  • si sciacqua;
  • si fa asciugare al riparo dai raggi solari, che potrebbero alterare o stingere il nuovo colore.

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Per preparare il bagno di colore o “pigmento” i metodi dipendono dal tipo di pianta prescelto: bollitura e macerazione, entrambe o in ordine sparso. Dalla pianta dipendono anche i tempi di bollitura o macerazione e le quantità di prodotto necessario in base al peso del tessuto o filato che volete tingere.

Ricordatevi poi che il colore del bagno di tintura si rivelerà meno intenso sul tessuto, più sarà concentrato più colorerà e viceversa più peserà il tessuto da tingere più il colore sarà leggero -a meno di preparare molto colore molto concentrato.

Infine sappiate che diversi materiali prendono diversi colori: lo stupendo giallo canarino che vi è riuscito sulla lana potrebbe rivelarsi un giallo molto più tenue sulla seta.

Per preparare il filato o il tessuto, si può parlare di mordenzatura, in genere lo si fa bollire o macerare nell’acqua con l’aggiunta di fissativo -tenete presente che certe piante possono rilasciare un colore diverso da quello che portano reagendo con il fissativo, fate sempre delle prove su piccoli pezzi- le dosi variano in base al fissativo che avete scelto.

Se siete preoccupati per l’infeltrimento della lana sappiate che non è la temperatura alta a “rovinare” il filato, ma lo sbalzo di temperatura. Inoltre, se come fissativo usate l’aceto, questo a sua volta previene l’infeltrimento delle fibre.

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Una volta fatto questo passaggio scolate e sciacquate il tessuto o il filato. A questo punto avete la vostra stoffa bagnata e mordenzata, e il vostro bagno di colore. Mettete insieme le due cose, bollite o aspettate, sciacquate sotto acqua pian piano sempre più fredda, lasciate asciugare e ammirate il vostro lavoro.

Ogni stagione offre piante ed erbe in grado di dare qualsiasi colore desideriate, per citarne solo alcuni: la curcuma e la camomilla tingono di giallo, il rosmarino e la carota di verde, il sambuco e il cavolo rosso tingono di viola.

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La tintura naturale è antica come l’uomo, lascia moltissimo spazio alla sperimentazione e alla creatività personale – dal provare diverse combinazioni di infusi, colori e “mordenti”, al divertirsi col tye dye: stoffa legata o annodata ad arte per ottenere motivi decorativi fatti dal colore stesso – e soprattutto è un’attività divertente che non inquina.

Se volete saperne di più e soprattutto scoprire quali erbe danno quali colori e qual è la ricetta giusta da usare, i siti e i libri dedicati abbondano, molto ben fatto è “Guida alla tintura naturale” di Adele Vigo e Francesca Sibelli, edizioni Nordpress.

15 marzo 2013
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