Tigri, l’India vieta l’uccisione

L’India mette al sicuro le tigri del Bengala, specie ormai in via di estinzione. Secondo un nuovo regolamento locale è vietata l’uccisione del grande felino, in particolare se sconfina dalle aree protette e dai parchi naturali. La notizia, riportata dal The Times of India, evidenzia le parole dell’Autorità Nazionale per la tutela delle tigri.

Gli animali fuggitivi dovranno essere catturati, immobilizzati con sonniferi e riportati nel loro habitat. Vietata assolutamente l’uccisione e solo in caso di tigre antropofaga, cioè che si ciba abitualmente di carne umana, è contemplato l’uso di un’arma adeguata.

>>Leggi del traffico di tigri

Vietata la ricompensa in caso di cattura, che dovrà rientrare come parte integrante del regolamento. La sorte delle tigri del Bengala in Asia si sta avviando verso la sparizione totale, causata da una crescente urbanizzazione con relativa restrizione del loro ambiente naturale. Il bracconaggio, grossa piaga, da anni ha inciso sul numero di esemplari in vita.

[banner]

>>Vai al divieto di animali selvatici al circo

Solo l’anno scorso 59 tigri sono cadute sotto la mano dei cacciatori, mentre 88 sono gli esemplari uccisi in totale. Il grande felino è al centro di un traffico illegale serrato, sia per la sua pelle che per i rimedi miracolosi che deriverebbero dall’impiego dei suoi organi. Nel 2010 si contavano 1.706 tigri lungo tutto il territorio, parte del programma governativo Progetto Tigre, ma il numero è velocemente diminuito nell’arco di tre anni.

27 febbraio 2013
In questa pagina si parla di:
Fonte:
Lascia un commento