Il successo dei progetti di salvaguardia delle tigri in India, salite negli ultimi anni del 30%, sta spingendo le autorità locali a impegnarsi sempre più a fondo per la loro conservazione. Sorgeranno presto nella nazione nuove riserve, affinché la popolazione possa continuare a crescere indisturbata.

Prakash Javadekar, Ministro dell’Ambiente indiano, ha annunciato ieri in parlamento la nascita di tre nuove riserve per le tigri indiane, portando così le strutture totali a 50. Le aree di conservazione, approvate nelle zone centrali e orientali del paese, sorgeranno all’interno di tre parchi nazionali già esistenti a Madhya Pradesh, Chhattisgarh e Orissa. La notizia è stata anche confermata da H.S. Negi, ispettore generale dell’autorità nazionale per il salvataggio delle tigri, alla AFP:

Aggiungeremo tre nuove riserve portando il numero a 50. Le riserve hanno dimostrato di giocare un ruolo importante per la conservazione delle tigri.

Le aree dedicate alla salvaguardia delle tigri occupano oggi 39.000 chilometri quadrati, attraversando ben 18 stati. In queste zone non vi è presenza dell’uomo, mentre sono in previsione altri 30.000 chilometri quadrati di spazi intermedi, dove potranno essere assicurate le attività umane purché nel pieno rispetto dei felini.

I successi dei piani di conservazione indiani sono ormai noti da diversi mesi. Lo scorso gennaio, infatti, le autorità locali hanno annunciato di aver rilevato 2.226 esemplari nella nazione, un aumento del 30% rispetto ai 1.706 felini del 2010. Un dato confortante, ma decisamente esiguo se si pensa come all’inizio del ventesimo secolo pare fossero ben 20.000 le tigri in libertà, ridotte poi dalla caccia e dall’urbanizzazione dell’uomo. Gli sforzi locali derivano anche dal grande bacino disponibile il loco: si ipotizza, infatti, che più della metà delle tigri esistenti al mondo si trovino proprio in India.

Tra le minacce attuali più urgenti, quelle della caccia di frodo e del bracconaggio: parti e ritrovati a base di tigre, infatti, sono tutt’oggi largamente richiesti dal vicino mercato cinese, sia per alimentare il commercio del lusso che l’ambito della medicina tradizionale.

22 aprile 2015
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