Perennemente in pericolo, le tigri sono al centro di una disputa, che le vede rischiare la sopravvivenza ogni giorno. Protagoniste del mercato illegale, sono vittime di un bracconaggio che non lascia scampo mettendo a repentaglio il numero di esemplari in vita. Solo in Asia la richiesta del pregiato felino non cessa a diminuire, anzi il mercato nero del traffico illegale ingrassa quotidianamente.

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È una vera strage in atto, che sembra non considerare minimamente quanto sia delicata la condizione di sopravvivenza delle tigri. Solo L’India si è dimostrata sensibile al problema e dopo aver segnalato accuratamente il numero di esemplari catturati e uccisi, ha deciso per uno stop a questo genere di barbarie. Ancora oggi monitora con costanza le zone del suo territorio dove il commercio è ancora blandamente in atto.

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Per quanto riguarda i numeri emersi dalla verifica di Reduced to Skin and Bones Revisited, avanzata dal network Traffic sul commercio di natura selvatica e da WWF, i dati risultano davvero allarmanti. Tra il 2010 e il 2012 circa 1.425 tigri sono state vittime dell’uccisione e del commercio illegale, ovvero ossa, pelli, crani, canini e altre parti del corpo. Sequestri consistenti di circa 654 esemplari, con 110 tigri uccise all’anno solo per il traffico clandestino. Thailandia, Laos, Indonesia, Vietnam al centro di un numero crescente di esemplari recuperati.

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Le azioni di sequestro sono state compiute fuori dagli spazi protetti, a dimostrazione di una piaga comportamentale da ostacolare. Una riprova di come sempre di più il bracconaggio violi le aree naturali e l’habitat delle tigri. Come sostiene Massimiliano Rocco, Responsabile Specie, TRAFFIC e Foreste del WWF Italia:

«Serve un lavoro coordinato, una attività investigativa che vada al di sopra dei confini territoriali per fermare questi traffici illegali i cui profitti fanno gola a tanti. Se si lavora tutti insieme per acquisire sempre maggiori informazioni e se queste saranno raccolte regolarmente, analizzate e condivise tra i paesi chiave della tigre e non solo, allora saranno possibili quegli interventi incisivi necessari per contrastare il contrabbando delle tigri».

13 marzo 2013
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