Giungono nuovi aggiornamenti da Tbilisi, cittadina della Georgia colpita negli ultimi giorni da una violenta inondazione. Dopo la fuga degli animali dello zoo e la successiva cattura degli esemplari ancora in vita, sembra che una tigre albina abbia aggredito e ucciso un lavoratore impegnato nelle operazioni di soccorso. Secondo quanto diramato dalle autorità locali, il felino sarebbe stato soppresso.

La conferma arriverebbe dal Ministero degli Interni locale, tramite un comunicato di un portavoce. Sembra che la tigre abbia attaccato nelle vicinanze del centro cittadino, dopo essere fuggita dallo zoo a seguito dell’inondazione di pochi giorni fa. La vittima, un uomo di 43 anni, pare fosse impegnato in comuni operazioni per rimuovere fango e acqua da un edificio. Dalle prime ricostruzioni, il felino pare l’abbia azzannato alla gola, una ferita che ne ha causato la morte prima che l’uomo potesse essere trasportato in ospedale. La polizia intervenuta sul posto avrebbe quindi soppresso l’animale, per evitare ulteriori attacchi. Non è però tutto: secondo quanto riporta CNN, un ulteriore esemplare sarebbe al momento disperso, anche se non è dato sapere si trovi ancora in vita o sia deceduto a seguito dell’allagamento. Nel frattempo, le associazioni locali per la difesa degli animali hanno richiesto che gli esemplari eventualmente ancora in fuga vengano sedati, anziché fermati a colpi di fucile.

Le autorità locali hanno richiesto ai cittadini di prestare la massima attenzione e, se possibile, di rimanere in casa finché le condizioni delle strade non saranno più agibili. In totale, sono almeno 19 le persone uccise dalla furia della natura, a cui hanno fatto seguito un numero imprecisato di animali. A inizio settimana, un ippopotamo è stato rinvenuto nel centro cittadino, quindi sedato con tranquillizzanti per il trasporto nella struttura di origine. Dispersi anche un numero non noto di pinguini, uno dei quali sarebbe stato addirittura rinvenuto a qualche decina di chilometri dallo zoo, nei pressi di un torrente.

17 giugno 2015
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CNN
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