Tifone Haiyan nelle Filippine: oltre 10.000 morti

È di oltre 10.000 morti il bilancio del terrificante tifone che in queste ore ha coinvolto le Filippine, il più devastante che la nazione asiatica abbia mai dovuto affrontare. Haiyan, così è stata ribattezzata la super-tempesta, ha colpito in particolare le città di Tacloban e l’isola di Samar, ma su tutto il territorio è stato dichiarato lo stato d’emergenza.

Sono 4 milioni le persone coinvolte dal passaggio del tifone, ma solo 500.000 hanno trovato riparo nei centri d’accoglienza. Il conteggio delle vittime è quindi solo provvisorio, tra intere famiglie decimate dalla violenza di acqua e vento e miglia di abitazioni divelte, quando non rase al suolo.

Gli esperti del mondo della meteorologia parlano già del tifone più aggressivo che si sia mai registrato nella zona: generatosi nel Mar delle Filippine, l’area dell’Oceano Pacifico compresa appunto tra Filippine, Taiwan, Giappone, isole Marianne e Palau, si è abbattuto sulle coste est della nazione con raffiche da oltre 313 chilometri orari. Si tratta del ciclone più violento che si sia mai scaricato sulla terraferma e il quarto fra tutti quelli conosciuti, quindi compresi anche gli eventi meteorologici che si generano al largo nell’Oceano senza però colpire l’uomo. Il precedente record è stato segnato dall’uragano Camille del 1969, quando le aree a ridosso del Mississippi sono state travolte da venti fino a 305 chilometri orari.

Nonostante la violenza inaudita, gli esperti sono cauti nel definire il tifone Haiyan come anomalo. Non è raro che fenomeni meteorologici di una certa rilevanza si abbattano sulle Filippine – solo nel 2013 sono state 24 le tempeste violente che si sono rovesciate sulla nazione – perché l’arcipelago costituisce la prima striscia di terreno a cui vanno incontro i cicloni dopo aver attraversato il Pacifico, caricandosi così di pioggia.

Le immagini che provengono dall’arcipelago rimandano a uno scenario davvero apocalittico, in particolare dalle isole di Leyte e Samar: interi villaggi rasi al suolo, i corpi delle vittime abbandonati per strada perché i mezzi di soccorso faticano a raggiungere la zona, detriti sparsi ovunque tanto da rendere il paesaggio ormai irriconoscibile. Un’emergenza umana e sanitaria, soprattutto in quelle aree del paese da sempre povere con una popolazione per il 40% composta da under 18, così come l’Unicef ricorda.

Il Presidente dell’Unione Europea Josè Manuel Barroso ha espresso cordoglio e promette un’intervento repentino di solidarietà da parte del Vecchio Continente, a cui si aggiunge il Programma Alimentare della Nazioni Unite (PAM), già attivo nella raccolta e nell’inoltro di beni di prima necessità:

La Commissione Ue ha già inviato una squadra in supporto alle autorità filippine e siamo pronti a contribuire con soccorso urgente e assistenza se richiesto in queste ore di necessità.

Gli Stati Uniti han dichiarato la loro disponibilità nell’inoltro di fondi per la ricostruzione, mentre il Ministro Kyenge ha espresso solidarietà a nome dell’Italia. In via d’attivazione anche diverse raccolte fondi sullo Stivale, di cui verrà data notizia non appena i dettagli saranno resi noti.

10 novembre 2013
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