Vivere in una conchiglia. Non è un sogno da bambini, ma una realtà, almeno nella Hydroelectric Tidal House, la casa progettata da Margot Krasojević, architetta e designer serba, che ha ideato una struttura alquanto futuristica, sospesa tra tecnologia, arte ed ecologia, un enorme riccio di mare in grado di utilizzare energia solare e l’energia delle onde.

I disegni sono appena stati resi noti. Progettata per essere costruita a Llandudno, Città del Capo, è composta da due “gusci”, uno fisso esterno semicircolare, in calcestruzzo, che ancora la casa alla spiaggia e uno interno, in alluminio, leggero, libero di muoversi, che si alza con l’aumento della marea.

La parte esterna è dotata di celle solari che catturano l’abbondante quantità di energia irradiata dal sole a Città del Capo e alimentano la zona giorno, composta da tre moduli, che possono modificare la parte interna a seconda delle esigenze e delle richieste.

La fonte energetica principale sarà però costituita dai moti della marea, risorsa più affidabile di quella solare. Le onde, entrando nella struttura porosa del serbatoio, costruito ad hoc per aumentare il numero di entrate dell’acqua, nel movimento di andata e ritorno, permetteranno la “cattura” dell’energia cinetica.

Una turbina trasformerà quindi l’energia cinetica in energia elettrica. Le tipologie potrebbero essere due: una che usa camere di alluminio leggero, che comprimono l’aria intrappolata quando l’onda si rompe all’interno di essa, l’altra elettromagnetica, che utilizza magneti al neodimio e bobine di filo di rame che indurranno la corrente elettrica, a partire dal movimento delle onde. L’energia elettrica verrà quindi accumulata in un condensatore e rilasciata a seconda delle necessità.

19 settembre 2014
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