Il Dipartimento per l’Energia USA si adopererà per installare nel prossimo periodo il maggior numero possibile di “tetti freschi o freddi“, i cosiddetti cool roof, sugli edifici pubblici.

Steven Chu, a capo del DOE (Department of Energy), ha annunciato una serie di iniziative per promuovere questa tecnologia che permette di ottenere risparmio energetico e riduzione di emissioni di gas serra.

Un tetto freddo implica l’utilizzo di superfici di colore chiaro o di rivestimenti speciali in modo da riflettere la radiazione solare migliorando l’efficienza energetica di un’abitazione e diminuendo inoltre i costi di raffreddamento.

Il valore della “freddezza” è dato dall’indice di riflettanza solare (SRI) e dalla capacità di emittanza termica. Maggiore è la riflettanza e/o emittanza, minore è la temperatura di una superficie che comporta una diminuzione del calore trasferito in un edificio.

In base ad uno studio condotto da ricercatori del Lawrence Berkeley National Laboratory (LBNL) l’intervento su tetti e pavimentazione andrebbe ad incidere significativamente sul cosiddetto effetto “isola di calore urbano” che modifica il microclima cittadino provocando un’anomalo rialzo delle temperature.

Investendo sull’introduzione di tetti freddi su scala globale si può dunque contribuire al raggiungimento degli obbiettivi di mitigazione del riscaldamento globale e di riduzione delle emissioni climalteranti.

25 agosto 2010
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