L’EAV è uno dei test non convenzionali che può essere utilizzato a supporto della diagnosi delle intolleranze alimentari, ossia le reazioni di ipersensibilità che si manifestano con una serie di fastidiosi sintomi: mal di pancia e gonfiore, stanchezza e mal di testa, difficoltà digestive, dissenteria o anche stitichezza. Tutti questi disagi possono essere più o meno intensi e, comunque, difficilmente o direttamente correlabili all’assunzione di un alimento.

La diagnosi di intolleranza alimentare arriva da un percorso: una visita per l’esclusione di altre malattie e una approfondita anamnesi. In un primo momento la ricostruzione della storia di un sintomo è utile per indirizzare il medico alla “causa alimentare” dei fastidi. A sostegno della diagnosi e per la definizione di quali sono i cibi colpevoli è utile eseguire un test per le intolleranze. L’EAV test è uno di quelli proposti.

Cosa fare prima del test

Visita medica

Visita medica via Pixabay

L’ipersensibilità personale a un alimento è una condizione fastidiosa e coinvolge diversi aspetti dello stato di salute di una persona. Nessuna manifestazione è direttamente correlata con un cibo e, per questo, è bene rivolgersi a un medico quando i sintomi gastrointestinali si manifestano per diversi giorni.

Una volta definita la probabilità che i fastidi, e magari anche l’eccessiva stanchezza, siano dovuti a una intolleranza, è utile iniziare la dieta a esclusione: il cibo che si sospetta essere causa dei sintomi viene eliminato per circa 2 settimane, per verificare il progressivo ritorno a uno stato di benessere generale. Quando dall’anamnesi non si riesce a individuare un alimento specifico, si può fare una dieta a esclusione più lunga in cui nel giro di circa 4 settimane si eliminano a rotazione i cibi che più di frequente sono coinvolti nelle intolleranze alimentari: prodotti a base di grano, latte e derivati, lieviti, uova, frutta secca e soia.

Dopo questa fase di screening, è utile un test che si può considerare, a questo punto, un supporto alla diagnosi. Tra i tanti metodi proposti c’è una sostanziale differenza: i test “convenzionali” – ossia prescrivibili – e “non convenzionali” – ossia non a carico del sistema sanitario. L’EAV fa parte del secondo gruppo.

EAV test: che cos’è

Medico e paziente

Doctor holding patient’s hand, helping hand concept via Shutterstock

Il test dell’elettro-agopuntura secondo Voll, appunto EAV, si basa sui principi della medicina bioenergetica. Le micro-correnti che attraversano il nostro corpo vengono misurate sulla pelle a livello dei meridiani classici dell’agopuntura o, in aggiunta, su uno di quelli scoperti da Richard Voll. Il ricercatore si è occupato di assegnare a ogni punto dell’agopuntura classica una corrispondenza con ogni organo. Le mappe che sono originate da questi studi rendono possibile analizzare la risposta in termini di “variazione di passaggio di corrente” in un un punto, per conoscere così lo stato di salute di una parte del nostro organismo.

Durante il il tempo di misurazione, di solito alcuni secondi, viene valutata la risposta a uno stimolo elettrico trasmesso dall’operatore con un puntale, tenuto a contatto con un punto di agopuntura sulla prima falange del dito indice. Durante il test il paziente tiene in una mano un elettrodo che serve per chiudere il circuito con l’apparecchio: quest’ultimo misura la variazione dal normale causata dal contatto con uno o più alimenti non tollerati.

Per il corretto svolgimento del test sono necessari alcuni accorgimenti:

  1. il paziente deve togliere gli oggetti metallici e allontanare quelli elettrici;
  2. tutte le terapie farmacologiche sospendibili andrebbero interrotte;
  3. avere pelle ben idratata, bere almeno mezzo litro di acqua – circa 2 bicchieri grandi – immediatamente prima del test .

EAV test: quanto costa

Trattandosi di un metodo non convenzionale, ossia non prescrivibile a carico del Sistema Sanitario Nazionale, il costo del test deve essere completamente sostenuto dal paziente: per la sola esecuzione di solito si spendono circa 50 euro. Tutto il percorso diagnostico, comprensivo di visita, prescrizione della dieta a esclusione e reintroduzione e di qualche esame di laboratorio, può arrivare a costare circa 160-200 euro.

8 settembre 2014
I vostri commenti
Antonella, domenica 4 dicembre 2016 alle17:40 ha scritto: rispondi »

Possibile che una persona che ha pochi soldi paga già un nutrizionista e perde poco peso gli viene consigliato questo esame e costi così tanto?

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