Il test della depressione è un questionario validato e standardizzato che viene somministrato al paziente da un medico specialista. La valutazione diagnostica, oltre che considerare i risultati del test, deve prendere in considerazione anche la durata complessiva dei sintomi manifestati, la familiarità rispetto alla malattia depressiva e l’eventuale presenza di malattie organiche o l’impiego di farmaci, che potrebbero scatenare o aggravare lo stato depressivo.

La depressione è, dopo l’ansia, la malattia mentale più diffusa nella popolazione generale. La prima manifestazione dei sintomi si verifica di solito tra i 20 e i 30 anni di età: sono rari i casi di depressione infantile, mentre sempre più comuni i casi nella popolazione anziana. In quest’ultimo caso, tuttavia, è più comune che la malattia sia secondaria, ossia associata all’insorgenza di altre patologie anche gravi o invalidanti.

=> Scopri i sintomi della depressione


La malattia depressiva si manifesta in genere con un calo del tono dell’umore, che impedisce al paziente di avere normali rapporti familiari o sociali, tali da compromettere la qualità di vita. Tutti gli aspetti della vita quotidiana del paziente sono coinvolto dalla cura del sé, alla gestione delle attività familiari e lavorative. La malattia può avere anche esito grave: il pensiero di morte è una della manifestazioni e la minaccia di suicidio deve essere sempre considerata un’emergenza medica.

Considerati tutti gli aspetti di questa malattia è essenziale che venga interpellato un medico per la giusta diagnosi e, successivamente, l’approccio alla terapia.

I più comuni test, sotto forma di questionari standardizzati, servono al medico per identificare la depressione e definire il grado. Tra più usati figurano la Hamilton Depression Rating Scale e il Beck Depression Inventory.

Il test HRDS per identificare la depressione

La scala di valutazione consiste in un percorso di anamnesi che consente al medico di indagare 21 aree comportamentali ed emotive. Il medico, grazie al test, valuta il tono dell’umore, il senso di colpa, i pensieri suicidi, l’insonnia e tutte le sue manifestazioni più o meno transitorie, le interazioni e il rendimento in ambiente lavorativo, la cura dei propri interessi, l’eventuale rallentamento di pensiero e la conseguente capacità di dialogo o espressione, l’agitazione, l’ansia di origine psicologica più che reale, l’ansia e i sintomi psicosomatici, i sintomi gastrointestinali, l’ipocondria, l’eccessiva introspezione, il calo ingiustificato di peso, le variazioni della sintomatologia in relazione all’ora o al tempo, il senso di inadeguatezza e lo scollamento dalla realtà, la paranoia e l’ossessione.

=> Scopri i benefici della camminata sulla depressione


Per ciascuna componente viene assegnato un punteggio che va da 0 a 4, ossia da assente a gravissimo, e in relazione anche ai risultati delle altre valutazioni – stato sociale, familiarità, presenza di altre malattie, uso o abuso di farmaci o bevande alcoliche – il medico esaminatore può formulare la diagnosi.

Il test viene condotto dal medico, a differenza del Beck Depression Inventory, che invece fa parte della categoria delle valutazioni self report, ossia un questionario auto somministrato.

Il test BDI per identificare la depressione

Questo questionario è stato validato e standardizzato per valutare la gravità dello stato depressivo in pazienti adulti. Il test è efficace per valutare le manifestazioni somatico-affettive – ossia perdita di interesse, modifiche del ritmo sonno veglia, mancanza di appetito o eccessi di fame, agitazione e astenia – e cognitive, ossia pessimismo e senso di colpa, eccessiva introspezione.

Il test viene somministrato al paziente che lo compila. I risultati del questionario sono utili al medico in ambito diagnostico a scopo preventivo, terapeutico o anche valutativo nei confronti del percorso terapeutico già intrapreso (follow up).

3 maggio 2017
Immagini:
Lascia un commento