Arrivano i primi segnali di cambiamento in Cina sul tema dei test cosmetici sugli animali: cade infatti l’obbligo di sperimentazione per i prodotti immessi in commercio. Questo non significa che i test cosmetici siano stati completamente banditi – come avviene oggi in Europa, India, Brasile e Israele – ma si tratta comunque di un passo importante in una nazione dove, raramente, i diritti degli animali sono presi in considerazione.

Dal prossimo lunedì, così come deciso dall’autorità cinese per la gestione del farmaco, non saranno più obbligatori i test sugli animali da laboratorio per tutti quei prodotti dedicati alla bellezza e alla cura del corpo, come creme, shampoo, saponi e trucchi. In alternativa, le società produttrici potranno avvalersi di altri dati, come l’analisi tossicologica in una cultura di tessuto in vitro. La nuova norma non si applica però per i prodotti d’importazione o per i ritrovati dall’uso speciale o dall’alto potenziale allergenico, come le tinte per capelli e i protettori solari.

La decisione è stata accolta con grande soddisfazione dalle associazioni animaliste che, da diversi anni, chiedono al governo centrale una maggiore attenzione sulle sorti degli animali da laboratorio. La scorsa domenica oltre 50 attivisti si sono riuniti nelle strade di Dalian, una cittadina nella provincia di Liaoning, per celebrare le nuove norme, tutti con simpatici cappelli con orecchie di coniglio. Grande gioia anche dalle associazioni internazionali che operano sul territorio, così come Troy Seidle di Humane Society International sottolinea:

È una partenza importante. È la prima volta che abbiamo visto un obbligo ai test animali rimosso dalla normativa cinese sui cosmetici.

Sebbene sia molto difficile, almeno in un primo momento, che la gran parte delle aziende locali di trucchi e affini smetta improvvisamente di far ricorso alla sperimentazione animale, la scelta garantisce la nascita di un nuovo mercato, orientato ai consumatori più sensibili. L’obiettivo è quello di raggiungere nei prossimi anni, così come avviene in altre parti del globo, il divieto totale a tali test cosmetici, per una protezione totale delle specie coinvolte.

1 luglio 2014
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