Anche il Brasile si unirà presto alle zone del mondo – tra cui Europa, Israele e India – che già hanno abbandonato i test cosmetici sugli animali. Nella nazione prescelta per gli imminenti Mondiali di Calcio 2014 e le successive Olimpiadi del 2016, dopo una lunga campagna di sensibilizzazione è stato approvato un apposito disegno di legge: il divieto entrerà in vigore nei prossimi 90 giorni.

Il tutto nasce da un’iniziativa della sezione brasiliana di Cruelty Free International che, nove mesi fa, ha deciso di lanciare una campagna di sensibilizzazione sul ricorso agli animali nei laboratori cosmetici. Dopo settimane di trattative e incontri con politici e rappresentanti del governo, la svolta: nella giornata di ieri il Congresso ha approvato un disegno di legge per confermarne il divieto, un provvedimento che diventerà esecutivo nei prossimi tre mesi.

Stando a quanto riportato dalla stessa Cruelty Free International, la regolamentazione brasiliana prevederà l’esclusione di ogni sperimentazione sugli animali per i prodotti cosmetici, purché esistano metodi alternativi riconosciuti a livello internazionale o non sia altrimenti possibile. Le norme, inoltre, prevedono una finestra di cinque anni per quegli ingredienti di nuova produzione incompatibili con i test alternativi, dopodiché il divieto diverrà in ogni caso vincolante. L’associazione animalista ha affidato a Frank Alarcon, il portavoce della campagna, un commento:

Siamo soddisfatti che il Brasile abbia compiuto questo passo in avanti. Ora l’obiettivo è lavorare con l’industria e i legislatori per assicurare che i cosmetici brasiliani diventino tutti cruelty-free il prima possibile. Vorrei specialmente ringraziare quei 190.000 brasiliani che hanno firmato la nostra petizione: il vostro supporto ha reso il tutto possibile.

Quello del rifiuto dei test cosmetici sugli animali è un trend che sta prendendo rapidamente piede in molti paesi del mondo, considerato come le metodologie alternative si siano dimostrare efficaci. Dopo le già citate Europa, Israele, India e Brasile, segnali positivi arrivano da Cina, Corea del Sud e Vietnam. Diverso è invece il discorso sulla sperimentazione animale a scopo farmaceutico o medico, dove il dibattito è tutt’ora in corso in gran parte delle nazioni occidentali.

6 giugno 2014
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