Tesla si difende, Musk: auto elettriche sicure più di quelle a benzina

Tre auto che prendono fuoco non significano che tutte le auto elettriche possano prende fuoco. Con questa frase si può riassumere il pensiero di Elon Musk, CEO di Tesla, che ha rilasciato un lungo comunicato 24 ore dopo la notizia dell’apertura dell’indagine da parte della National Highway Traffic Administration sulle tre Tesla Model S che si sono incendiate negli ultimi due mesi.

Questi incidenti, che ricordiamo sono stati causati due per impatti contro detriti metallici e uno per una collisione contro un albero, sono stati cannibalizzati dall’opinione pubblica grazie al fatto che ogni volta lì vicino si trovava qualche passante con un telefonino in mano pronto a riprendere la scena dell’auto che va a fuoco. I tre diversi filmati sono costati all’azienda diversi punti per quanto riguarda il titolo in Borsa e diversi milioni di dollari in perdite legate alla pubblicità negativa. Oggi arriva il momento di difendersi.

Musk parte da un dato concreto: attualmente circolano per le strade americane 19 mila Model S. Solo tre su 19 mila hanno preso fuoco, dunque non si può dire che tutte le auto elettriche siano pericolose. Se si guardasse alle auto della General Motors, Ford, Honda, Toyota e a tutte le altre, prosegue il CEO, anche qui si troverebbero incendi persino più numerosi di quelli che hanno colpito Tesla. Secondo i dati del National Fire Prevention Association infatti, nel 2011 nei soli Stati Uniti ci sono stati 187.500 incendi di automobili. Di certo non potevano essere tutte Tesla o tutte elettriche.

Dopodiché, nella sua disamina, Musk sposta l’attenzione sulla missione ambientale di cui la sua azienda si è fatta carico. Il processo verso il trasporto sostenibile, fondamentale per ridurre l’inquinamento terrestre, passa soprattutto dalle auto elettriche e da aziende come la Tesla che sono state tra le prime a impegnarsi in questo campo. Se oggi le auto elettriche fanno parte di un mercato di massa e non sono più solo elitarie, lo si deve anche a Tesla.

Con queste affermazioni Musk cerca di convincere il pubblico a non farsi intimorire da incidenti isolati, causati peraltro dall’imprudenza alla guida e non da malfunzionamenti dell’auto, perché per far sviluppare l’auto elettrica c’è bisogno di vendere i modelli oggi sul mercato. Se si ferma il processo addio mobilità sostenibile.

Infine Musk si concentra sul concetto che molti vorrebbero far passare, ovvero che le auto elettriche, e quelle di Tesla in particolare, non siano sicure. Questo non è per nulla vero, come dimostra il fatto che, nonostante gli incendi, tutti e tre gli automobilisti che erano a bordo delle auto in questione sono usciti illesi dall’abitacolo. Il sistema di sicurezza ha spostato le fiamme verso l’esterno e ha protetto i posti dei passeggeri. Inoltre ha funzionato anche l’avviso di abbandonare l’auto prima che scoppiasse l’incendio, cosa che in un’auto a benzina non sarebbe possibile.

Negli anni precedenti gli incendi che hanno riguardato modelli a benzina o diesel hanno causato oltre 400 morti e 1200 feriti nei soli Stati Uniti. Inoltre non è vero, come alcuni giornali vogliono far credere, che le auto elettriche prendono fuoco più facilmente. Se tre auto su 19 mila fanno una media di una ogni 6.333 vetture, la media delle auto a benzina è molto più elevata, ovvero una ogni 1.350. Con questo parametro diventa evidente che le auto elettriche siano quattro volte più sicure di quelle a benzina.

Per concludere, Musk sottolinea il fatto che le grandi accusate, le batterie, sono molto più sicure in quanto, in caso di incendio, prendono fuoco e basta. In un’auto a benzina, in caso di incendio, se le fiamme raggiungono il serbatorio diventa inevitabile l’esplosione. Se però tutte queste spiegazioni non basteranno a tranquillizzare il pubblico, Tesla è intenzionata a fare di più. Questi sono i “buoni propositi” per il nuovo anno:

  1. Aumento della sospensione dell’auto in maniera tale da ridurre le possibilità di impatto con i detriti;
  2. Completa collaborazione con la National Highway Traffic Safety Administration che, se rilevasse qualsiasi infrazione, porterebbe l’azienda a correggerla e a fornire ai clienti assistenza gratuita;
  3. Dai prossimi modelli sarà allargata la garanzia per coprire i danni da incendio, anche se causati dal conducente. A meno che il proprietario non cerchi di dar fuoco apposta all’auto.

Basterà per convincere l’opinione pubblica?

20 novembre 2013
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I vostri commenti
Silvano Ghezzo, mercoledì 20 novembre 2013 alle20:33 ha scritto: rispondi »

Dal punto di vista sicurezza, ai possibili clienti non interessa tanto le auto in circolazione, bensì quante si quelle incidentate hanno preso fuoco. Ergo, manca il numero totale delle auto incidentate. Spero non siano tre anche quelle.

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