Tesla ha tenuto ieri a Los Angeles un evento per presentare un paio di novità riguardanti la sua berlina di lusso, quella Tesla Model S che si è dimostrata finora in grado di conquistare un proprio spazio sul mercato nonostante lo scetticismo di chi non vedeva di buon occhio l’associazione tra propulsione elettrica e vetture di fascia alta.

L’evento era stato anticipato alcuni giorni da Elon Musk sul Twitter. Il fondatore e CEO si Tesla aveva infatti sfruttato il sito di microblogging per annunciare in maniera sibillina l’imminente arrivo di novità da parte della sua azienda, aggiungendo un teaser nel quale si intravedeva il profilo anteriore di una Model S e una grafica riportante la data del 9 ottobre.

Addetti del settore e semplici appassionati si erano sbizzarriti fin dai primi minuti nel dare un significato a quella lettera “D” cui il manager americano aveva fatto cenno nel suo tweet. Il mistero è stato svelato ieri e ha lasciato forse un po’ delusi quanti si aspettavano l’annuncio di una possibile Tesla Model D.

In questo caso, infatti, la “D” è usata per indicare il concetto di “Dual Motor“, ovvero una nuova versione della Tesla Model S dotata di un doppio motore elettrico. Questo schema propulsivo prevede la presenza di un’unità in azione sull’asse anteriore e di una seconda unità che invia la sua coppia all’asse posteriore, facendo diventare la vettura un veicolo a trazione integrale.

La Tesla Model S 2.0, se così si può definire, sarà caratterizzata dalla sigla “PD85D” e sarà in vendita da dicembre, portando sul mercato un incremento delle prestazioni e una maggiore efficienza. L’accelerazione da 0 a 100 km/h è adesso effettuata in circa 3 secondi, mentre l’autonomia può arrivare a 442 chilometri a seconda della batteria scelta (sono disponibili infatti le versioni da 60 kWh e 85 kWh), con un discreto incremento rispetto ai 426 chilometri assicurati dal modello “base”.

Le novità per la Tesla Model S non si fermano però qui e riguardano anche i primi approcci alla guida autonoma, come spiegato dallo stesso Musk durante l’evento di Los Angeles. Stavolta la tecnologia si nasconde dietro la lettera “A”, utilizzata dal costruttore per indicare la presenza dell’autopilot tra la dotazione di bordo della sua ammiraglia elettrica.

Il pilota automatico è già implementato sugli esemplari prodotti nelle ultime settimane e consiste in un sistema di guida semi-autonoma che può essere inserito in determinate occasioni, come ad esempio durante i viaggi in autostrada o per effettuare dei parcheggi in aree private.

La tecnologia di Tesla si basa su un radar e su un sonar a ultrasuoni che “osservano” costantemente quanto avviene attorno al perimetro della Model S, per poi combinare queste informazioni con i dati del GPS, le informazioni sul traffico in tempo reale, i suggerimenti del navigatore e le riprese effettuate da una videocamera in grado di “leggere” la segnaletica stradale.

Quello del costruttore americano appare a tutti gli effetti come il primo passo verso l’automobile del prossimo futuro, che potrebbe essere un veicolo “intelligente”, pulito, silenzioso e dotato della possibilità di ricevere periodici aggiornamenti del software e del firmware di bordo, così da perfezionare o ampliare le proprie funzionalità.

10 ottobre 2014
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