Gigafactory, atto primo. Entro una manciata di ore Elon Musk inaugurerà in forma ufficiale una prima porzione del megacomplesso situato nel deserto del Nevada, progettato e realizzato in partnership con Panasonic per la produzione di batterie da destinare all’alimentazione delle auto elettriche.

Un progetto ambizioso che in termini di cifre si traduce, secondo le stime del fondatore di Tesla, in una produzione a pieno regime nell’ordine di celle per 35 Gigawattora e 50 Gigawattore di accumulatori, che serviranno all’alimentazione di 500.000 autoveicoli elettrici all’anno.

La Gigafactory Tesla si trova a una ventina di miglia ad est di Sparks (Nevada), in mezzo alla terra rossa del deserto. La decisione di impiantare una propria area produttiva per gli accumulatori, ha sempre indicato Elon Musk, deriva dalla necessità di soddisfare il proprio programma di realizzazione di 500.000 autovetture all’anno.

Una volta completata la Gigafactory si estenderà su quasi 540.000 metri quadri. Dal punto di vista estetico Elon Musk, che non si è mai lasciato tentare dall’understatement, promette che il megacomplesso sarà “Bello e accattivante”. Il progetto prevede la realizzazione di un edificio a forma di gioiello, sormontato da un tetto ricoperto di pannelli solari per l’alimentazione delle attrezzature.

I lavori di realizzazione della Gigafactory hanno avuto inizio nel 2014. Il fondatore e numero uno di Tesla promette che la produzione delle batterie avrà inizio l’anno prossimo. Una dichiarazione a tutt’oggi accolta come “ottimistica” da parte della stampa d’Oltreoceano, dato che attualmente la Gigafactory del Nevada risulta completata al 14%; tuttavia occorre tener presente che un migliaio di persone vi lavorano sette giorni su sette per accelerare al massimo i tempi di edificazione.

Gran parte della produzione delle batterie avverrà attraverso un ampio ricorso all’automatizzazione. Tuttavia i robot non potranno effettuare l’intero processo di lavorazione: per questo è già stato indicato che la Gigafactory impiegherà circa 6.500 persone quando la produzione sarà a pieno regime.

Il rapido completamento della Gigafactory è essenziale nei programmi Tesla a breve termine: la factory californiana possiede sul proprio taccuino delle priorità l’avvio in produzione della attesissima Tesla Model 3, che inizierà a circolare su strada nel 2018 e per la quale si vuole arrivare a un monte produzione di 500.000 unità già nel primo anno.

In questo senso l’unico modo per agguantare l’ambizioso risultato sarà aumentare in maniera notevole la produzione delle batterie, anche per abbatterne i costi di realizzazione. È chiaro, a questo proposito, che la domanda globale di batterie agli ioni di litio – da tempo utilizzate per qualsiasi device e utensile, dagli attrezzi da lavoro ai cellulari ai veicoli – crescerà tanto più quanto le case automobilistiche produrranno auto elettriche e ibride.

La Tesla Model 3 (le linee – guida si mantengono su un prezzo di vendita da 35.000 dollari) dall’autonomia annunciata in circa 340 km porta in dote 373.000 preordinazioni. L’identità stilistica della Model 3 in chiave definitiva (vale a dire quella che andrà effettivamente in produzione) sarà delineata con precisione più avanti.

Lo stesso Elon Musk al momento del “taglio del nastro in anteprima” alla Gigafactory si è limitato ad indicarne un Cx di 0,21, e ad anticiparne una serie di modifiche di dettaglio per la parte frontale.

Già definiti, negli intenti, i traguardi monetari che la Tesla Model 3 sarebbe in grado di produrre una volta a pieno regime: si vuole (appunto, con le 500.000 unità all’anno) un fatturato pari a 20 miliardi di dollari e profitti per 5 miliardi.

28 luglio 2016
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BBC
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