Si profilano importanti novità per i camion elettrici. Diverse aziende si stanno interessando all’argomento e anche Tesla sta cominciando a preparare il suo primo truck elettrico, che dovrebbe garantire un’autonomia fino a 200-300 miglia (tra i 320 e i 480 chilometri).

È il primo passo in avanti verso altri progetti che saranno incentrati sulla produzione di mezzi in grado di percorrere distanze più lunghe, fino ad arrivare a più del migliaio di miglia. Tesla pensa per il momento ad un modello di taglia piccola, che non dovrebbe prevedere una cabina per la notte.

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Il camion elettrico Tesla dovrebbe essere presentato nel mese di settembre. La novità consiste proprio nella mancanza di un motore a gasolio e nell’uso di un propulsore ad energia elettrica. L’azienda si è occupata dello sviluppo delle apposite batterie.

Naturalmente l’autonomia ottenuta corrisponde nella pratica alla metà di quella che si ottiene attualmente con un pieno di gasolio, ma è chiaro che la società punta a voler raggiungere un traguardo molto importante nell’ambito della mobilità sostenibile.

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Il punto di forza consiste nel realizzare un mezzo che possa essere utilizzato per brevi spostamenti nei quali normalmente è impiegato il 30% dei camion americani. L’obiettivo sarebbe quello di puntare non solo alla lotta all’inquinamento, ma anche di aumentare la sicurezza degli spostamenti con la guida autonoma.

Tesla si è impegnata in questo campo già con le auto e adesso vuole passare ad un’applicazione di questo modello anche ai camion. Sarebbe un passo avanti molto importante, in grado di operare una piccola rivoluzione nel mondo dei trasporti.

29 agosto 2017
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I vostri commenti
ruphus, mercoledì 30 agosto 2017 alle16:29 ha scritto: rispondi »

la sua analisi è corretta ed esemplare. Purtroppo, basta mettere il naso fuori dal bel paese per capire che viviamo nella preistoria.

Pescespada Trafitto, mercoledì 30 agosto 2017 alle15:34 ha scritto: rispondi »

Bravi. qualcuno ha capito che per l'uscita dalle fossili non basta solo pensare alle automobili. E pensare che i nostri Ministri "competenti" nella SEN (scade il 12 p.v. la consultazione pubblica) si sono preoccupati della transizione energetica a gas e strategicamente investono nella creazione di reti e punti di rifornimento, appoggiano la metanizzazione della Sardegna (se no i gasdotti nuovi a che servono) per favorire l'ardere della fiamma del cane a sei zampe. Poveretti non hanno capito che l'animale soffre di fossildisplasia dell'anca e se non si affrettano a sostituire la fiamma con un dardo, la bestia gloriosa è destinata ad essere azzoppata incapace di nuotare nel biodiesel di Descalzi.

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