Il settore automotive giungerà presto alla “guida autonoma 2.0”? Alcuni “big player” che di recente – grazie a una costante attenzione verso le novità tecnologiche e a massicce iniziative di marketing – “fanno opinione” per le nuove soluzioni di mobilità sostenibile dicono di sì.

Fra questi non poteva mancare Tesla. Il marchio californiano, mai come adesso sotto i riflettori di tutto il mondo per lo sviluppo della Gigafactory nel deserto del Nevada relativa alla produzione di batterie e alla attesa berlina elettrica compatta Model 3 che in Italia arriverà all’inizio del 2008, annuncia in queste ore una ennesima novità. Si tratta, in estrema sintesi, di un inedito dispositivo che dovrebbe rendere “completamente autonoma” la guida dell’autoveicolo.

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Nel dettaglio l’”Hardware Two” – questo il nome dato al sistema informatico di bordo – consiste in un modulo di otto telecamere che forniranno al conducente dell’autoveicolo una visione a trecentosessanta gradi intorno alla vettura e, oltre, fino a 250 metri; di dodici sensori a ultrasuoni per l’individuazione di ostacoli che dovessero trovarsi sulla strada, e del radar già installato fra i componenti del sistema Autopilot, che nell’”Hardware Two” sarà ulteriormente potenziato per permettere al modulo elettronico di rilevare al meglio ostacoli, veicoli e pedoni anche in caso di avverse condizioni meteo.

A governare l’intero sistema ci sarà un “super – cervello” costituito da un processore 40 volte più potente rispetto a quello di Autopilot: l’obiettivo, indicano i tecnici Tesla, è di garantire agli occupanti (non si può più parlare di “conducente e passeggeri”, come vedremo) il quinto livello di guida autonoma, per intenderci la condizione che non richiede alcun intervento umano di correzione né di semplice guida.

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Esiste a questo proposito un video illustrativo, nel quale viene mostrata una Tesla Model X (nuova SUV elettrica di recentissimo debutto) impegnata in un tragitto che vede la “Sport Utility” a zero emissioni giungere presso il quartier generale Tesla, a Palo Alto. Il tutto senza che il “collaudatore” abbia la necessità di intervenire in prima persona. Al termine del percorso la vettura lascia la persona a destinazione, che può così scendere dal veicolo, e si parcheggia in totale autonomia.

Il nuovissimo dispositivo, comunica Tesla, sarà messo in vendita a 8.000 dollari (ricordiamo che la versione precedente richiede 3.000 dollari); tuttavia inizialmente sarà impiegato, in fase sperimentale, come database per la raccolta dei dati del veicolo mentre il conducente effettuerà in maniera “tradizionale” tutti i controlli di guida.

In poche parole: nel primo step, alcune delle funzionalità caratteristiche del sistema “Hardware Two” non saranno abilitate. Questo vale, ad esempio, per i dispositivi di controllo elettronico della velocità (Cruise control adattivo) e di frenata automatica.

Le varie funzioni saranno via via abilitate, da parte della stessa Tesla, in maniera progressiva man mano che l’analisi dei dati procederà.

21 ottobre 2016
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