I terremoti purtroppo non possono essere previsti, ma i danni agli edifici e il numero di vittime possono essere limitati grazie alla prevenzione del rischio sismico. Lo dimostra chiaramente il caso di Norcia, che grazie a una ricostruzione effettuata nel rispetto delle norme antisismiche non ha riportato grossi danni per il terremoto che ha colpito il Centro Italia il 24 agosto scorso.

Nel Comune in Provincia di Perugia le violenti scosse di terremoto, alcune con epicentro proprio a Norcia, non hanno causato vittime. Si sono registrati solo lievi danni alle strade, al Monastero benedettino, alla Basilica e a qualche abitazione.

Un bilancio più che positivo considerando che Norcia si trova ad appena 17 km in linea d’aria dall’epicentro della scossa più forte di magnitudo 6.0 che ha distrutto il Comune di Amatrice, in Lazio. A lodare il lavoro di prevenzione svolto a Norcia e in altri Comuni umbri è stata la presidente della Regione Catiuscia Marini:

La forte scossa che ha colpito stamani anche l’Umbria ha causato danni contenuti a differenza di quanto purtroppo accaduto nelle Marche e nel Lazio. Ciò testimonia che la ricostruzione in Umbria è stata una buona ricostruzione che ha saputo garantire sicurezza per la popolazione e qualità e velocità degli interventi.

La governatrice ha ricordato che a Norcia tutte le case sono antisismiche, sottolineando come la Regione abbia puntato a mettere in sicurezza l’intero territorio, invece di limitarsi a riparare i danni subiti dai terremoti del 1979 e del 1997.

Il sismologo Enzo Boschi ha lodato l’esempio di Norcia, commentando con amarezza che in Italia si costruisce seguendo i criteri antisismici solo dopo un terremoto devastante.

Fare prevenzione in Italia quando non c’è uno stato d’emergenza è molto difficile. Ad Amatrice i fondi per mettere in sicurezza le case sono rimasti inutilizzati a causa di una macchina burocratica farraginosa. Secondo quanto emerso nelle scorse ore l’iter delle domande presentate da alcuni residenti sarebbe stato bloccato dalla distrazione di un dipendente, che avrebbe spedito la documentazione oltre i termini previsti dal bando.

I Comuni dell’Alto Lazio avevano a disposizione due milioni di euro, ma in 7 anni ne sono arrivati soltanto 200 mila. Amatrice è un Comune a rischio sismico 1, la classificazione più elevata, ma molti proprietari di edifici del centro storico hanno registrato l’abitazione come seconda casa. La Regione nel bando ha stabilito la residenza come requisito per l’accesso ai fondi, bloccando di fatto centinaia di richieste. Su 1.342 domande inoltrate nel biennio 2013-2014 la Regione ne ha accolte appena 191.

Tra Amatrice e Accumoli sono state accolte solo 18 richieste, interventi con una spesa media di 15 mila euro. Anche tra gli edifici ristrutturati di recente purtroppo alcuni non hanno retto alle scosse. È il caso della scuola di Amatrice, fortemente danneggiata, ma ancora in piedi, e del campanile di Accumoli, che invece è crollato uccidendo un’intera famiglia.

Per mettere in sicurezza la scuola “Romolo Capranica” erano stati spesi ben 500 mila euro. La Procura di Rieti ha aperto un fascicolo per disastro colposo. Anche il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha annunciato indagini interne.

26 agosto 2016
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