Terremoto con scosse fino a 4,9 di magnitudo nelle Marche. Nella notte tra sabato e domenica i marchigiani sono stati svegliati intorno alle 3:32 da un sisma con origine al confine tra le Province di Ancora e Macerata. Epicentro stimato dall’Iside (Italian seismological instrumental and parametric Data-base) a circa 8,4 km di profondità in corrispondenza dei Comuni anconetani di Numana e Sirolo e della cittadina maceratese di Porto Recanati.

Epicentro del sisma in mare secondo l’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), in prossimità delle aree costiere di Numana (AN) e Porto Recanati (MC). Nonostante la prevedibile paura tra la popolazione, il terremoto sembra non aver provocato danni a cose o persone. È stata in via precauzionale chiuso per verifiche strutturali l’Auditorium Sant’Agostino di Civitanova Marche (edificio del XIII secolo). Alla scossa principale delle 3:32 sono seguite alcune manifestazioni sismologiche minori durante la giornata di domenica.

Prosegue l’attività sismica con leggere scosse nell’area di Macerata, di intensità di poco superiore a magnitudo 2, con le ultime comprese tra le 9:24 e le 9:30 di questa mattina. Il terremoto nelle Marche non ha comunque sorpreso gli esperti dell’INGV, come traspare dalle parole del sismologi Salvatore Barba:

Le Marche possono essere divise in tre zone sismiche: quella dell’Appennino, la fascia intermedia detta medio-marchigiana in cui i terremoti sono più profondi e arrivano a 20 chilometri, e la fascia costiera. Queste ultime due sono zone in compressione, in cui la crosta terrestre si comprime, mentre nella zona dell’Appennino la crosta si estende. In tutti e tre i casi il sisma si verifica perchè c’è una spinta della crosta terrestre verso l’Adriatico.

Sulla stessa linea quanto riferito da Valerio De Rubeis, ricercatore presso l’INGV, che sottolinea come l’area non sia nuova a eventi sismici simili, tra questi:

Il terremoto di magnitudo 4,6 che si è verificato in zona Macerata il 29 settembre del 2009 sempre di notte alle 3.50 o quello avvenuto nel 1930 a Senigallia, quando si verificò un terremoto di magnitudo 5,8. Dal 1200 al 2000 si sono verificati una decina di eventi sismici superiori al sesto grado.

Ottima tuttavia la risposta fornita dai mezzi di pronto intervento secondo quanto sottolineato dal presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca ai microfoni di SkyTg24:

La situazione è sotto controllo e non ci sono stati danni a persone o cose. È un fenomeno che si manifesta molto frequentemente, purtroppo, nella nostra regione. La nostra comunità è abituata e solida rispetto a questo tipo di fenomeni. Speriamo che sia finito qui. L’evento sismico è stato forte, ma le strutture hanno retto così come è stata forte e immediata anche la risposta del sistema della protezione civile delle Marche a tutti i livelli.

Malgrado questo si segnalano le prime disdette per quanto riguarda le prenotazioni nelle località turistiche interessate dal sisma. Un fenomeno che rischia di gravare in maniera pesante sulla già precaria stagione estiva, come spiega Fausto Giovannoni, presidente della FIAVET (Federazione delle Associazioni di Imprese di Viaggi e Turismo):

La gente si è spaventata e, anche se appena arrivata, ha ripreso l’auto ed è ripartita. Questo non ci voleva, la stagione è già partita male, nel senso che gli italiani in vacanza sono pochissimi e i terremoti, che ci sono sempre stati e sempre ci saranno, ampliati dai media, terrorizzano le persone e danno un serio colpo alla nostra economia.

Necessario intervenire per garantire le agevolazioni necessarie a incentivare l’edilizia antisismica secondo Ermete Realacci, presidente della Commissione Ambiente della Camera, secondo il quale il terremoto nelle Marche:

Conferma la necessità di dare massima priorità alla prevenzione e di mettere finalmente in atto serie e coerenti politiche per la prevenzione antisismica. A cominciare da un piano nazionale di consolidamento antisismico degli edifici esistenti e all’estensione e stabilizzazione dell’eco-bonus per il risparmio energetico in edilizia agli interventi di consolidamento antisismico del patrimonio edilizio esistente.

22 luglio 2013
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I vostri commenti
Angelo, mercoledì 24 luglio 2013 alle10:20 ha scritto: rispondi »

Che intanto si cominci col non elargire più concessioni per trivellazioni sia per mare che per terra !

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