Sono ore d’allerta e preoccupazione, quelle che hanno caratterizzato gli ultimi giorni nel Centro Italia. Non solo l’ondata di maltempo crea disagi alle popolazioni, con nevicate anche di oltre un metro, ma torna anche la paura del terremoto. Le scosse avvertite nella giornata di ieri, nelle medesime zone dei precedenti sismi di agosto e ottobre, hanno ulteriormente reso la situazione drammatica. E mentre si attende di sapere l’esito delle operazioni di soccorso presso l’hotel Rigopiano, dove una valanga ha ricoperto l’intera struttura di neve e detriti, precipitazioni e scosse coinvolgono anche animali e allevamenti. È quanto riportano le fonti locali, tra stalle crollate e difficolta di approvvigionamento di foraggi e altri generi alimentari per il bestiame.

La conferma del dramma in corso è giunta dalla Coldiretti, così come specifica La Stampa, sulla base del monitoraggio condotto nella zona e dalle segnalazioni giunte dalle zone terremotate. Sarebbero molti gli animali deceduti e feriti a seguito del crollo delle stalle e delle strutture d’allevamento, ma anche per il freddo e le difficoltà nel garantire adeguate scorte di cibo. Un vero e proprio dramma per una parte d’Italia dalla storia prevalentemente agricola, dove bovini, suini e ovini rappresentano da sempre un’importante fonte di sostentamento economico.

Due stalle sarebbero crollate nel Maceratese, a Sarnano, coinvolgendo oltre venticinque esemplari tra mucche e vitelli, ma anche circa trenta pecore. Cadono sotto il peso di neve e scosse anche le strutture temporanee per l’accoglienza dei capi contro freddo e bufere, così come accaduto a Gualdo, con il coinvolgimento di diverse pecore e agnelli. E centinaia sono gli animali che, privati di un luogo riparato e sicuro, dovranno trascorrere le prossime nottate all’aperto, prede facili delle temperature proibitive.

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Non è però tutto, poiché tra sisma e maltempo anche le attività correlate ne risentono. Sempre Coldiretti sottolinea come la produzione di latte sia crollata di oltre il 50%, mentre aumentano anche i casi di aborti fra bovini dovuti sia allo stress termico che alla paura generata dal terremoto.

19 gennaio 2017
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