Continua senza sosta il lavoro dei soccorritori dopo il terremoto di magnitudo 4 che ha colpito Ischia nella notte di lunedì. Due finora le vittime accertate, mentre il numero di feriti ha già superato quota 40. Non mancano tuttavia alcune buone notizie, come il ritrovamento in vita di due donne e due uomini intrappolati sotto le macerie di alcune abitazioni crollate, o il salvataggio di un bimbo di sette mesi.

La scossa di terremoto è avvenuta alle 20:57 (seguita da oltre una dozzina di scosse di assestamento), mentre i Comuni più vicini all’epicentro sono quelli di Casamicciola Terme, dove si sono registrati i danni maggiori, Forio, Serrara Fontana, Lacco Ameno e Barano d’Ischia. L’iniziale stima di magnitudo 3,6 è stata nelle ore successive rivista dall’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) a 4,0.

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A distanza di un anno dal terremoto del 24 agosto che colpì il Centro Italia torna a tremare la terra e a provocare nuove vittime. Duro lo sfogo di Donatella Bianchi, presidente del WWF Italia, che ritiene “inaccettabile” un bilancio così pesante per una magnitudo simile e dimostra quanto poco si sia fatto in questi 12 mesi per la prevenzione del rischio sismico:

Che oggi si possa morire con un evento sismico di magnitudo 4 è dolorosamente inaccettabile: quello di Ischia, per le proporzioni dei danni è un disastro annunciato che dimostra che il nostro Paese non investe come dovrebbe nella prevenzione, nonostante le numerose tragedie degli ultimi anni.

Purtroppo il sisma che questa notte ha sconvolto la vita dei cittadini di Ischia (a cui il WWF è vicino) e di tanti turisti, è l’ennesima ferita di un Paese fragile e a alto rischio in cui invece che investire con decisione in prevenzione si strizza l’occhio – lo abbiamo visto per tutta l’estate – all’abusivismo. È successo anche in Campania con una legge regionale (quella che introduce l’abuso di necessità) che il WWF ha contestato con forza e che il governo ha deciso di impugnare.

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La stessa Bianchi torna infine a chiedere l’abbattimento urgente delle opere abusive e la definitiva messa in sicurezza del patrimonio immobiliare italiano, a cominciare da scuole e ospedali:

In un territorio geologicamente complesso e ad alto rischio come quello italiano, anziché parlare di una moratoria dell’edilizia, di una lotta concreta e senza quartiere all’abusivismo edilizio, di piani di delocalizzazione, di fondi rotativi per la sistemazione antisismica degli edifici, a cominciare da scuole e ospedali, di rinaturalizzazione del territorio per restituire flessibilità e quindi capacità di tenuta idrogeologica in caso di calamità naturali, si parla di nuovo cemento spesso mascherato dietro il termine ‘valorizzazione’ e si azzarda addirittura un condono mascherato come se l’acquisizione degli immobili abusivi al patrimonio pubblico (per poi restituirli agli abusivi stessi) li rendesse antisismici.

Semplificando, la pubblica amministrazione diventerebbe responsabile di immobili la cui qualità edilizia è assolutamente ignota: è necessario procedere rapidamente agli abbattimenti e alla demolizione, individuando le priorità.

22 agosto 2017
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