Il terremoto dello scorso weekend in Emilia Romagna non è stato drammatico solo per la popolazione, i palazzi distrutti e per tutti coloro che si sono allontanati dalle loro abitazioni, ma anche per gli animali. Un comunicato di AdnKronos, infatti, afferma come siano molti i capi vittime della catastrofe naturale.

Sarebbero decine gli animali da allevamento rimasti schiacciati da stalle e ripari crollati a causa del sisma, ma sarebbero soprattutto gli uccelli ad averne risentito. In particolare rondini e passeri, rimasti intrappolati nei nidi su grondaie, intercapedini e quant’altro sia crollato. Molti altri, invece, sono morti a causa della confusione e del disorientamento dal terremoto, tanto da perdere l’orientamento, allontanarsi dallo stormo o finire a sbattere contro edifici.

La Coldiretti, invece, spiega come lo sciame sismico – ovvero le numerose scosse di assestamento avvertite negli ultimi giorni – stiano fortemente stressando le mucche, con un calo evidente nella produzione del latte. Si stima che i litri di latte munti abbiano già raggiunto il 10%, e l’associazione lancia l’allarme per un possibile danno ingente all’economia della zona:

«Ai danni materiali stimati in 200 milioni di euro per il settore agroalimentare, si aggiungono quelli causati dal fermo dell’attività lavorativa. I ritmi fisiologici degli animali allevati sono scombussolati dallo sciame sismico. Mucche e maiali, importantissimi per la ripresa economica del territorio con la produzione di prosciutto e parmigiano Made in Italy, a causa del terrore delle scosse rifiutano di alimentarsi adeguatamente e non riescono neanche a dormire».

23 maggio 2012
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