Se tassa sulle calamità naturali dev’essere, che gravi su tutti e non soltanto su chi si abbatte il disastro. Così il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza, che senza mezzi termini dichiara appunto:”Se deve esserci una tassa per far fronte ai danni provocati dalle calamità naturali allora che sia nazionale”. Il riferimento è alla proposta di riforma della Protezione Civile, nella cui bozza risulterebbe lo stop al sostegno statale in caso di danni causati ad esempio da terremoti o alluvioni.

Nel testo di riforma della Protezione Civile risulta la possibilità, non più obbligatoria, di aumentare le accise sulla benzina di 5 centesimi da parte delle Regioni colpite da terremoti e altri disastri naturali. Un’imposta che per quanto discrezionale, sembrerebbe rappresentare uno spartiacque tra il sostegno statale fino ad ora garantito e il nuovo corso, apparentemente segnato dalla necessità per le popolazioni colpite di gestire autonomamente le emergenze.

L’alternativa sarà stipulare polizze assicurative che tengano conto di eventuali danni causati dalle calamità naturali. Un compito fino ad ora sostenuto dallo Stato che, secondo Cogliati Dezza, di questi disastri dovrebbe accettare le colpe connesse alla mancata attività di prevenzione:

C’è una responsabilità dello Stato nel non aver predisposto interventi per migliorare la qualità antisismica delle costruzioni e le conseguenze non possono ora gravare solo sulle spalle delle Regioni colpite dal terremoto. Basti pensare che i beni culturali sono un patrimonio nazionale e che la situazione di pericolo in cui si trovano i tantissimi beni culturali oggi in Emilia è emblematica e può essere affrontata solo in uno sforzo nazionale. E’ compito dello Stato, infatti recuperare e tutelare il patrimonio artistico e architettonico del Paese e questo va fatto con il contributo di tutti.

Legambiente che offre poi un aiuto nella gestione dell’emergenza terremoto in Emilia Romagna, inviando le proprie squadre di protezione civile a salvaguardia dei beni artistici e culturali:

Alle popolazioni dell’Emilia esprimiamo tutta la nostra solidarietà – ha aggiunto Cogliati Dezza – e diamo fin da adesso la disponibilità a mandare nei territori più colpiti le nostre squadre di protezione civile preparate all’intervento d’emergenza per la salvaguardia dei beni artistici e culturali.


In chiusura Vittorio Cogliati Dezza rivolge un ultimo appello agli organi dello Stato affinché facciano al più presto chiarezza sui tempi e le modalità degli interventi statali, di cui emergenze simili hanno assoluto bisogno:

E’ urgente però che lo Stato risolva una volta per tutte la questione dei danni procurati dalle calamità naturali – conclude il presidente di Legambiente – che per il patrimonio artistico e architettonico ha bisogno di una soluzione statale.

21 maggio 2012
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Cosimo, martedì 22 maggio 2012 alle9:29 ha scritto: rispondi »

sempre la solita storia, i successi sono privati i casini sono pubblici. E' successa una tragedia? non c'è problema!! un'altra tassa!! Chi fa queste proposte scommetto che campa sul bilancio dello Stato tramite stipendi, contributi ad associazioni super sovvenzionate ecc. quindi per lui è naturale proporre queste soluzioni.. tanto pagano sempre i soliti che esistono solo per pagare tasse

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