Il progetto di stoccaggio gas a Rivara in Emilia Romagna, recentemente bloccato dopo molte indecisioni dal ministro dell’Ambiente Corrado Clini a seguito del devastante sciame sismico, torna nell’occhio del ciclone: la Procura di Modena, infatti, ha aperto un fascicolo contro ignoti e senza ipotesi di reato per verificare se, e dove, siano state eseguite trivellazioni abusive e senza autorizzazioni nella zona che doveva ospitare il sito di stoccaggio.

Le indagini della Procura, affidate al procuratore aggiunto Lucia Musti, sono parallele e aggiuntive rispetto a quelle sulle eventuali responsabilità per i crolli dei capannoni industriali che hanno causato la morte di diversi operai nei giorni scorsi.

Da quando è partito lo sciame sismico sono girate molte ipotesi sul possibile collegamento tra il terremoto e le (non confermate) estrazioni di gas con la tecnica del fracking. Ma anche con le normali trivellazioni petrolifere e gasifere che da anni si effettuano in questa zona dell’Emilia. Non vi è, al momento, alcuna ipotesi ufficiale della Procura che vada in questa direzione ma la coincidenza dei tempi e dei fatti lascia adito a pochi dubbi.

Se la magistratura dovesse trovare pozzi trivellati senza autorizzazione nella zona del terremoto non potrebbe non chiedersi se tali attività siano o meno collegate con le scosse sismiche. Al momento ERS (Erg Rivara Storage), che ha proposto il progetto di stoccaggio, si dichiara serena e soddisfatta delle indagini che, dice, dimostreranno che non c’è alcun pozzo abusivo né alcun legame tra terremoto e trivelle:

Nonostante le numerose smentite sullo svolgimento di qualsiasi attività, sistematici interventi di disinformazione sulla stampa e su internet hanno coinvolto Ers con gravi ripercussioni sull’immagine e onorabilità della società e dei suoi azionisti. Purtroppo le Autorità locali responsabili hanno gravemente tardato nello smentire attività illegali quali le perforazioni senza autorizzazione.

Erg Rivara Storage plaude all’iniziativa della Magistratura che, a quanto appreso da note di agenzia stampa, verificherà se sono state svolte attività geologiche non autorizzate nell’area coinvolta dal terremoto in Emilia, in riferimento al permesso di ricerca sismica chiesto dalla Società. Ers ribadisce che non ha effettuato alcuna attività di esplorazione sul territorio di Rivara, e non avrebbe potuto perché il Ministero dello Sviluppo Economico, decisore finale nell’ambito della procedura amministrativa, non l’aveva autorizzata a fare alcunché. Vista la gravità dell’accaduto la Società Ers auspica che la Magistratura riesca anche ad identificare i responsabili della diffusione di notizie palesemente prive di ogni fondamento ed è a disposizione dei Magistrati per offrire la massima collaborazione.

Per avere qualche risposta dovremo attendere i primi risultati delle indagini che, però, non saranno affatto facili: cercare eventuali “pozzi nascosti” in aperta campagna, per di più mentre continuano le scosse di terremoto, non è cosa semplice. Resta il fatto, però, che si tratta della prima indagine della magistratura in Italia che nasce per far luce su una eventuale correlazione tra attività petrolifere e fenomeni sismici.

Fonti: Modena Today ! Gazzetta di Mantova

6 giugno 2012
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