Il terremoto in Emilia Romagna causerà all’agricoltura almeno 250 milioni di danni. Questo il primo bilancio che Coldiretti e Consorzio Grana Padano e Parmigiano Reggiano tracciano dopo il sisma che ha sconvolto l’Italia centro-settentrionale. A pesare sono soprattutto i molti animali rimasti sotto le macerie delle stalle in cui alloggiavano la notte della prima devastante scossa e alcune centinaia di migliaia di forme di Parmigiano e Grana.

Pesanti i danni registrati dopo il terremoto in Emilia Romagna per gli allevatori, con Mirandola e e San Felice sul Panaro che registrano il crollo del tetto di due aziende di allevamento di maiali. Tra San Felice e Medolla si è invece registrato il crollo di una stalla in cui si trovava al momento una mandria di vacche.

Pesante anche il bilancio per quanto riguarda le perdite registrate dal Consorzio Grana e Parmigiano. Al momento le stime oscillano tra le 200 e le 300 mila forme andate perdute, a fronte di un danno potenziale di almeno 100 milioni di euro. Una cifra che potrebbe però presto essere ritoccata al rialzo, come sottolinea Stefano Berni, direttore generale del Consorzio:

Diverse migliaia di tonnellate di Grana Padano e Parmigiano Reggiano, che verranno mandate in fusione. Un danno pesantissimo.

A questi danni vanno aggiunti quelli registrati da piccole e medie aziende agricole e fabbricati rurali, mentre a rischio sono ulteriori allevamenti e di conseguenza capi di bestiame. Nel ferrarese è crollato un impianto fotovoltaico posizionato sul tetto di un ricovero per macchinari danneggiando le attrezzature posizionate al suo interno.


Già attivo risulta il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, che nella nota diffusa sottolinea come in merito all’emergenza terremoto abbia:

Attivato un monitoraggio dei danni per definire, in coordinamento con le Regioni e tutte le altre istituzioni interessate, il reale ammontare delle perdite per le aziende e gli agricoltori.

Fonti: ANSA | AGI

21 maggio 2012
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