Il terremoto in Emilia Romagna mette a rischio il 20% degli animali. Negli allevamenti colpiti dalle numerose scosse che in questi giorni scuotono l’area, ben un quinto dei capi di bestiame rischierebbe di non ricevere cibo. Questo l’allarme di Coldiretti, che segnala il crollo di numerosi magazzini adibiti allo stoccaggio di fieno e foraggi.

Terremoto che sta causando notevoli danni al settore agroalimentare dell’Emilia Romagna, non ultimo il problema della gestione delle vacche e degli altri animali della zona. Già nei giorni scorsi la stessa Coldiretti aveva denunciato danni all’agricoltura per 250 milioni. Ora l’organizzazione sottolinea lo stato di precarietà in cui versano gli allevamenti, molti dei quali attendono ancora le verifiche di stabilità delle strutture.

Alcuni allevatori lamentano cali nella produzione di latte comprese tra il 10 e il 15%. Un danno economico a cui si aggiunge inevitabilmente lo sconvolgimento fisiologico degli animali. Le vacche saltano spontaneamente cicli di mungitura e rifiutano di alimentarsi regolarmente per via dello sciame sismico, che le pone in un costante stato d’allarme. Preoccupazione da parte di Coldiretti:

Gli allevamenti della zona sono il fulcro di un sistema produttivo che ha dato origine ed alimenta la Food valley italiana dalla quale partono verso l’Italia ed il resto del mondo le piu’ prestigiose produzioni agroalimentari nazionali, dal Parmigiano Reggiano al Grana Padano ma anche latte ad uso alimentare per i cittadini.

Terremoto in Emilia Romagna che non sembra concedere alcuna tregua. Nella notte sono state avvertite 29 scosse, proseguite poi nella mattinata di oggi. L’ultima segnalata dall’INGV alle 9:56 (magnitudo 2.3, profondità 7,9 km), epicentro ancora Finale Emilia Salgono a 17 le vittime mentre sono 350 i feriti accertati.

31 maggio 2012
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