Il terremoto in Emilia Romagna non ha colpito solo le persone ma anche gli animali, così come già diffusamente ricordato. Da giorni i volontari e le associazioni come l’ENPA sono sul posto per recuperare cani, gatti ed esemplari d’allevamento fuggiti dalla paura, per estrarre animali ancora vivi dalle macerie e per prestare soccorso agli amici a quattro zampe in difficoltà. Dopo Isotta, l’autoambulanza per animali, scendono in campo oltre 200 veterinari.

Il supporto di personale specializzato come i medici è fondamentale in questa situazione di crisi, così le ASL di Ferrara, Modena e Reggio Emilia hanno deciso di coordinare il lavoro dei veterinari pubblici per il soccorso delle popolazioni coinvolte dal sisma. Ma non vi sono solo attività di salvataggio, ma anche di prevenzione di future scosse e ulteriori crolli, così come spiega il responsabile del servizio veterinario e igiene della Regione Gabriele Squintani:

«Tra le priorità che vengono affrontate, la salvaguardia degli allevamenti per rimediare ai crolli: gli animali vanno messi in sicurezza, alimentati, va salvaguardata la mungitura, il latte prodotto custodito in altri luoghi, va assicurata l’igiene dell’acqua, rimessi in piedi i silos. Così anche operiamo per il salvataggio e il controllo della filiera degli alimenti come i formaggi stagionati, visto che sono crollate le stadere di numerosi capannoni per centinaia di migliaia di forme; ma ci sono alimenti che potrebbero aver subito danni per l’interruzione della catena di conservazione».

Un vero proprio modello di solidarietà sia per le famiglie e i loro cuccioli che per gli allevatori caduti in rovina, attivatosi già a pochissime ore dal sisma. Lo spiega Aldo Grasselli, segretario nazionale dell’associazione dei veterinari pubblici:

«E come accade in questi momenti di emergenza, anche per i veterinari è scattata la rete della solidarietà. Appena dopo la prima scossa del 20 maggio è stato attivato il gruppo di esperti che operano durante le emergenze. Una rete di allerta che è nata dopo il terremoto dell’Iripinia del 1980, proprio ad opera dei veterinari emiliani che per primi arrivarono a sostenere le esigenze della popolazione campana. E anche in questo caso sono numerosissimi i professionisti che hanno raccolto l’appello da tutta Italia e si sono resi disponibili con noi e la protezione civile.»

4 giugno 2012
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