Un’altra notte di scosse per la terra dell’Emilia Romagna, e mentre gli sfollati trovano riparo nelle tende e presso i centri assistenza, si cercano i dispersi e si scava sotto le macerie. Con il terremoto le fragilità dell’uomo emerge prepotente e per questo ci si stringe a quello che più conta, gli affetti delle persone care e dei propri animali. Anche per questi ultimi la rete di soccorsi si è mossa compatta, cercando di recuperare e soccorrere quelli scappati o rimasti soli nei pressi delle abitazioni.

Ma sempre a loro, in particolare ai cani, spetta la medaglia del rispetto e del ringraziamento: unità cinofile composte da animali addestrati alla ricerca e al soccorso. Sono i cani del soccorso alpino, dei pompieri e delle forze dell’ordine istruiti per il recupero e l’identificazione delle persone sepolte dalle macerie, dalla neve o dalle frane. L’altruismo del cane, si sa, è molto sviluppato ma è in queste condizioni che l’animale dimostra tutta la sua integerrima capacità e intelligenza.

Sono cani deliziosamente speciali, pronti a sacrificarsi, che lavorano in tandem con il proprio istruttore e del quale seguono indicazioni e riferimenti. Accorsi in Emilia Romagna, in gruppo di quattro unità, stanno svolgendo il loro lavoro senza battere ciglio, pronti e infaticabili a raggiungere la meta. Da giorni impiegati nella ricerca delle persone, hanno individuato due persone sepolte sotto le macerie dell’azienda dove lavoravano, e alcune persone disperse originarie di Cavezzo e Medolla. È un compito di grande responsabilità che svolgono in modo ludico, come da addestramento, che li porta a riconoscere i momenti di crisi e a trasformarli in vittorie con il recupero e il più delle volte con il salvataggio delle persone.

30 maggio 2012
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