In Giappone è nuovamente allarme tsunami, dopo la catastrofe del 2011 che ha coinvolto gran parte delle coste orientali e due reattori della centrale nucleare di Fukushima. Alle 4.22 del mattino, le 20.22 in Italia, una violenta scossa di magnitudo 6.8 si è registrata al largo dell’isola di Honsu e ora si temono le conseguenze della furia dell’acqua. Sono momenti di grande tensione, poiché un’eventuale onda anomala potrebbe di nuovo infrangersi sulla già colpita Fukushima, anche se una simile possibilità è giudicata remota.

È l’Istituto Geologico statunitense (USGS) ad aver annunciato per primo il sisma: l’epicentro dovrebbe essere a 129 km dalla costa, per una profondità massima di 13,3 km. Ed è proprio la profondità relativamente contenuta ad aver fatto preoccupare gli esperti geologi, poiché minore è quest’ultima, maggiori sono le possibilità di effetti in superficie.

Sebbene la vicinanza temporale con i tragici eventi del 2011 alimenti la paura, al momento non si registrano danni né devastanti onde in avvicinamento, anche data la differenza di magnitudo fra i due sismi: tre anni fa, infatti, l’evento tellurico ha registrato un’intensità di grado 9. In via precauzionale sono state allertate le prefetture di Myagi e Fukushima, dove si stimano eventuali tsunami di grado 4 con onde poco più alte di un metro. Un evento ridotto, in definitiva, rispetto all’onda record di oltre 40 metri del 2011. Questa previsione è confermata anche dall’agenzia meteorologica nazionale che, in un comunicato televisivo locale, ha affermato la possibilità di “modeste modifiche del livello del mare nelle regioni costiere” senza gravi conseguenze attese.

Coinvolgendo nuovamente Fukushima, vi è grande preoccupazione per i reattori della centrale nucleare protagonisti del dramma del 2011, dato anche il continuo riversamento di radiazioni in mare. TEPCO, la società che gestisce l’impianto, è già in sede per verificare la resistenza della struttura e la presenza di eventuali danni, mentre le zone adiacenti rimangono evacuate. L’ultima comunicazione riportata dalla TV locale parla di nessun ulteriore cedimento ai reattori 1 e 2, quelli ormai tristemente noti da tre anni a questa parte. Lo tsunami del 2011 ha provocato la morte di oltre 19.000 persone, mentre oggi più di 100.000 abitanti dell’area della centrale contaminata rimango lontani dalle loro originarie abitazioni.

11 luglio 2014
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CNN
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