Non sembrano placarsi le scosse di assestamento del violento terremoto che ha investito il Centro Italia. Le regioni più colpite sono Umbria e Marche, ma i violenti sommovimenti hanno raggiunto anche la capitale. L’ultima scossa di magnitudo 4.8 è stata avvertita a Perugia, Ancona e Roma e localizzata a dieci chilometri di profondità, mentre l’epicentro è stato individuato tra i comuni di Acquacanina, Fiastra e Bolognola, in provincia di Macerata. Per fortuna non ci sono state vittime, ma sono tanti gli sfollati che non vogliono comunque lasciare il territorio. I soccorsi stanno lavorando alacremente e, oltre ai comuni cittadini, sono tanti gli animali di affezione e non estratti dalle case crollate.

Secondo le testimonianze, circa trenta minuti prima dell’evento catastrofico dal paesino di Valnerina, si sono levati compatti una serie di ululati: cani di affezione, e quindi di casa, che in sincrono hanno latrato l’avvertimento. Che gli animali possano anticipare eventi di questo genere è risaputo da tempo, notizie di questo genere non sono nuove data l’incredibile sensibilità di questi esemplari. Come conferma anche Valerio de Rubeis, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV):

Loro sentono il rumore molto basso prodotto dai movimenti tellurici, al quale contribuiscono anche la vibrazione di palazzi ed edifici oltre che la propagazione delle onde sismiche in aria dal sottosuolo. Si tratta di un effetto altoparlante che i cani sono capaci di sentire per primi.

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Nonostante l’importanza della loro presenza cani e gatti, a ora, non trovano spazio nei centri di accoglienza organizzati sul posto. È la forte denuncia di Enpa che, attraverso le varie piattaforme social, invita i comuni e i sindaci ad accettare anche gli amici di affezione. Per il momento la situazione sembra sotto controllo, nonostante qualche resistenza da parte di qualche centro, cani e proprietari hanno potuto trovare riparo insieme. In particolare presso il Centro dell’Università di Piano d’Accio, dove il comune di Teramo si è dimostrato molto collaborativo, sostenendo la richiesta di auto e definendo un accordo di cooperazione con Enpa. In un momento di insicurezza emotiva come questa separarsi dagli affetti più cari, che siano umani o animali, potrebbe risultare terribilmente traumatico.

2 novembre 2016
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I vostri commenti
gabry, domenica 13 novembre 2016 alle16:06 ha scritto: rispondi »

Ma non si vergognano di non voler ospitare gli animali con i loro padroni ?? Se succedesse a me non mi separerei dai miei 4 gatti.

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