Fatto salvo il progetto del nuovo stoccaggio gas a Rivara, definitivamente bocciato dopo il terremoto in Emilia e attualmente oggetto di un ricorso al TAR da parte di ERS, il Governo Monti non ha la minima intenzione di fare alcun passo indietro per quanto riguarda gli altri stoccaggi emiliani, quelli già esistenti. Non saranno bloccate, modificate o riviste neanche le concessioni di ricerca ed estrazione di petrolio e gas nel territorio della Regione Emilia Romagna.

La posizione totalmente pro-idrocarburi dell’attuale Governo è stata ufficializzata dal sottosegretario all’Ambiente Tullio Fanelli, che ha un passato ventennale di gestione del petrolio e del gas italiani, rispondendo al Senato al pidiellino Carlo Giovanardi. L’ex ministro senza portafoglio per i Rapporti con il Parlamento noto agli italiani per le sue frequenti uscite sulle droghe e ai suoi conterranei emiliani per il suo appoggio allo stoccaggio di Rivara, aveva presentato un’interrogazione al ministro per conoscere il futuro atteggiamento del Governo in fatto di idrocarburi. E la risposta, tramite Fanelli, è arrivata:

Le attività di coltivazione di idrocarburi e di stoccaggio di gas naturale sono sottoposte a rigidi controlli ambientali e di sicurezza ai sensi della legislazione vigente. Dopo il sisma, l’Ufficio nazionale minerario per gli idrocarburi e le georisorse (Unmig) ha immediatamente provveduto a visitare gli impianti di produzione di idrocarburi e di stoccaggio presenti su tutto il territorio regionale, per controllare lo stato degli impianti situati all’interno e in prossimità delle zone interessate dai sismi, per verificare lo stato degli impianti e dei serbatoi sotterranei.

Fanelli continua mettendo nero su bianco quale sarà la sorte degli stoccaggi e dei pozzi di estrazione degli idrocarburi già esistenti in Emilia Romagna:

Dalle risultanze delle ispezioni nelle tre concessioni di coltivazione di idrocarburi (Recovato, Spilamberto e Mirandola) e nei tre impianti Stogit di stoccaggio di gas naturale in esercizio (Cortemaggiore Stoccaggio, Sabbioncello Stoccaggio, Minerbio Stoccaggio), risulta che essi non hanno subito, in conseguenza del sisma, nessun rallentamento operativo, nessun danno alle infrastrutture e nessun impatto sui giacimenti, e, inoltre, per quanto concerne gli stoccaggi di gas, essi sono stati regolarmente eserciti per il necessario approvvigionamento di gas naturale destinato alla rete nazionale.

Con riferimento alla richiesta se il Governo, sulla base del principio di precauzione, intenda bloccare immediatamente su tutto il territorio nazionale i siti di stoccaggio del gas si può affermare non solo che il Governo non ha alcuna intenzione di bloccare i siti di stoccaggio, ma anche che le attività di coltivazione e stoccaggio di idrocarburi, autorizzate e sotto la vigilanza del ministero dello Sviluppo economico, non hanno subito né provocato danni derivanti dagli eventi sismici.

Poi Fanelli spiega il perché del diverso trattamento riservato allo stoccaggio di Rivara, che è stato bocciato definitivamente:

È un progetto di stoccaggio di gas naturale ubicato nelle province di Bologna e Modena, unico progetto italiano che prevede lo stoccaggio di gas naturale in un acquifero profondo, con potenzialità pari, secondo i proponenti, a oltre tre miliardi di metri cubi di capacita sulla quale, tuttavia, non sono disponibili dati sufficienti, senza una fase di verifica in situ. La tecnica di stoccaggio in acquifero è comunque ben nota all’estero e si applica in numerosi Paesi.

Giovanardi, nonostante la conferma che lo stoccaggio di Rivara non si farà, si è dichiarato soddisfatto della risposta del sottosegratario. Perché:

Il chiarimento del Governo fa giustizia delle notizie allarmistiche e destituite di ogni fondamento divulgate da taluni organi di stampa che hanno imputato la causa del sisma in Emilia-Romagna alle attività di trivellazione e di stoccaggio del gas operate in quel territorio.

In passato, riferendosi agli amministratori locali emiliani che si opponevano al sito di Rivara per timore dei terremoti, Giovanardi aveva parlato di “piccoli amministratori cialtroni”:

Qualche piccolo amministratore cialtrone ha pensato negli anni scorsi di costruirsi una carriera politica cavalcando l’argomento dei pericoli derivanti da un progetto di stoccaggio gas a Rivara. Per anni, assieme al Comitato no gas questi amministratori hanno sostenuto che il progetto dell’ERS, se realizzato, avrebbe provocato terremoti nella bassa modenese.

Per anni ho ribadito che soltanto la ricerca scientifica era in grado di appurare se lo stoccaggio poteva creare problemi: gli eventi di maggio e di giugno purtroppo hanno dimostrato che tra deposito (i cui lavori come è noto non sono mai iniziati) e terremoto non c’è nessuna relazione: anzi nessuno dei numerosi stoccaggi di gas in profondità presenti in Emilia Romagna ha subito il minimo danno.

Fonti: Dire | Carlo Giovanardi

1 agosto 2012
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I vostri commenti
Guido Picchetti, giovedì 2 agosto 2012 alle15:10 ha scritto: rispondi »

E va be'... siamo tutti chi più chi meno dei cialtroni ad averla pensata così... Non c'è nessun collegamento tra micro-terremoti in Emilia Romagna e attività di stivaggio di gas nei pozzi sterili e le altre attività estrattive metanifere condotte da decenni nella regione... Lo afferma il governo, e dobbiamo crederci (???) ... Peccato che a crederci dobbiamo poi essere solo noi italiani, mentre in altri paesi "civili" (Usa, Francia e in Germania sono in tanti a non voler correre certi rischi e a decidere altrimenti. E naturalmente non c'è anche nessun collegamento tra fenomeni di subsidenza nel ravennate e attività on-shore e off-shore in quella zona... Siamo tutti scemi... Ma allora se tutto è regolare perchè non riprendiamo a trivellare pure in Veneto e a cavar fuori altro gas dal sottosuolo ? Oppure, visto che quel territorio se ne era sceso di oltre un metro e proprio per bloccare questo fenomeno di subsidenza furono stoppate le estrazioni di gas nella zona, potremmo provare in alternativa a fare lì una bella centrale di stoccaggio, sul Brenta, ad esempio, tra le ville venete... Chissà che pompandoci tanto gas a pressione non si possa ripristinare il precedente livello del terreno della zona ?  La provincia di Venezia forse ringrazierebbe, e potremmo un domani dire che non è mai successo niente... Tanto di apprendisti stregoni in questo campo disponibili a fare questo ed altro qui da noi non mancano... Anzi ce sono in abbondanza, disposti a qualunque cosa per i propri (sporchi... ) interessi e per quelli degli amici più fidati... E gli altri cittadini ? Ma chi se ne frega... 

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