Terremoto Emilia e fotovoltaico, dubbi sulla legge 122

Tra i danni collaterali del devastante sciame sismico che ha colpito l’Emilia a maggio ci sono anche quelli agli impianti fotovoltaici costruiti, o in costruzione, sui tanti capannoni che sono stati distrutti o lesionati dalle scosse di terremoto.

Alcuni impianti erano già in funzione, e sono venuti giù insieme ai tetti che li sorreggevano, altri erano in fase di costruzione o in attesa di allacciamento alla rete elettrica e sono rimasti in una sorta di limbo giuridico: pronti, ma su un edificio non più agibile.

Per risolvere la questione il Governo ha emanato la legge 122 del primo agosto 2012, nella quale si offrono una serie di benefit per i titolari degli impianti nelle situazioni appena descritte. Chi ha dovuto abbattere il capannone, ad esempio, ha avuto la possibilità di spostare l’impianto fotovoltaico dal tetto al terreno, mantenendo lo stesso titolo autorizzativo e la stessa tariffa incentivante prevista per i tetti fotovoltaici.

Che è superiore a quella per il fotovoltaico a terra che, tra le altre cose, da diversi mesi ormai non esiste nemmeno più. Sempre la legge 122, poi, garantisce una proroga ai tempi di allacciamento degli impianti fino al 31 dicembre 2013 a parità di tariffa:

Gli impianti alimentati da fonti rinnovabili realizzati nei o sui fabbricati e quelli in fase di realizzazione, ubicati nelle zone colpite dal sisma del 20 maggio e del 29 maggio 2012, distrutti o oggetto di ordinanze sindacali di sgombero in quanto inagibili totalmente o parzialmente, accedono alle incentivazioni cui avevano diritto alla data di entrata in vigore del presente decreto qualora entrino in esercizio entro il 31 dicembre 2013.

Gli impianti fotovoltaici realizzati nei fabbricati distrutti possono essere ubicati anche a terra mantenendo le tariffe in vigore al momento dell’entrata in esercizio. Gli impianti alimentati da fonti rinnovabili gia’ autorizzati alla data del 6 giugno 2012 accedono agli incentivi vigenti alla medesima data, qualora entrino in esercizio entro il 31 dicembre 2013.

Ma tra il dire e il fare, a quanto pare, c’è il solito mare di burocrazia e di problemi di interpretazione italiano tanto che il GSE, secondo le molte segnalazioni raccolte da News Energia, rifiuterebbe a parecchi titolari di impianti i benefici derivanti della legge 122. Spiega infatti News Energia:

il GSE non sta applicando la Legge in oggetto (ferma restando l’eventuale mancanza o non conformità dei documenti inviati alGSE), con produttori di impianti allacciati ad agosto che si sono visti riconoscere la tariffa del secondo semestre in luogo di quella del primo semestre (come indicato nella Legge 122).

A questo punto ci si chiede a cosa serva l’opzione di indicare se l’impianto si trova in una delle zone colpite dal sisma durante la registrazione al portale GSE, quando poi il GSE stesso applica le tariffe vigenti alla data di allacciamento, e nelle lettere di avvio incentivo indica di aver concesso la tariffa richiesta (quando invece il produttore ha chiesto di inserire l’impianto tra quelli delle zone colpite dal sisma).

E non c’è solo la questione della tariffa perché tra prima e dopo il terremoto in Emilia c’è stato un enorme cambiamento per il fotovoltaico italiano: si è passati dal Quarto al Quinto Conto Energia. E quest’ultimo, a differenza del precedente, per gli impianti sopra i 12 kW (cioè proprio quelli che di solito si montano sui capannoni industriali) prevede l’iscrizione al Registro GSE.

Ma se il GSE non applica alla lettera la 122 può anche succedere che un impianto già autorizzato dal Quarto Conto senza la necessità del passaggio dal registro si trovi, dal giorno alla notte, a non ricevere il becco di un quattrino in incentivi perché non ha partecipato alla grande lotteria del GSE.

29 ottobre 2012
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